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Chirurgia plastica e medicina estetica: sei nuovi trend del 2016

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Anno nuovo, nuove tendenze anche nella chirurgia e nella medicina estetica. “RealSelf(*)” ha steso la tradizionale classifica, che vi spieghiamo in sei punti integrandovi le procedure che andranno per la maggiore anche nel nostro paese.

N.1- aumento del seno:

in America sette medici su dieci sono concordi nell’affermare che in testa alla classifica degli interventi nel nuovo anno ci sarà ancora una volta la mastoplastica additiva, con un’ importante novità: nel 2015 anche negli USA ben il 39% delle pazienti ha preferito impianti mammari più piccoli e seni dall’aspetto naturale, in accordo con l’immagine proposta dalle attrici e modelle più ammirate. I chirurghi plastici coinvolti nel sondaggio di RealSelf sono certi che l’ideale del seno femminile sia cambiato, e che nel 2016 le donne desidereranno forme più proporzionate e meno appariscenti, facendo aumentare anche la frequenza degli interventi di mastoplastica riduttiva.

N.2 – rimodellamento delle labbra:

la sobrietà non sembra essere altrettanto desiderabile quando si parla del volume delle labbra: le richieste di labbra più carnose e sensuali sono aumentate nel 2015, lo affermano molti dei dermatologi e chirurghi plastici intervistati, e questa tendenza si confermerà nel nuovo anno. Un invito alla prudenza da parte dei medici americani per le più giovani, a cui si raccomanda di non iniziare troppo presto a chiedere correzioni vistose dei lineamenti solo per somigliare alla star del momento.

N.3 – chirurgia intima:

L’intervento dedicato alle neo mamme, o “Mommy Makeover”, si arricchirà secondo il 39% dei medici intervistati con una procedura più intima e non visibile dall’esterno, il ringiovanimento vaginale con laser. Nel 2016 perciò con molta probabilità le neo mamme non si limiteranno più alla correzione delle imperfezioni fisiche comparse dopo la gravidanza e l’allattamento, ma penseranno anche al loro benessere fisico e a curare eventuali problemi funzionali.

N.4 – bellezza al maschile:

A sorpresa, ben il 68% dei chirurghi prevede un boom di interventi su mento e collo, richiesti soprattutto dai pazienti uomini per i quali la mascella rappresenta una caratteristica importante in base ai canoni classici di bellezza maschile. I numeri registrati nel 2015 dimostrano che medicina estetica e chirurgia plastica non sono più un “tabù” per gli uomini.
Ma qual è la vera ragione di questo crescente interesse? Per il trattamento della lassità del collo e dei contorni del volto esistono varie tecniche “soft” alternative al lifting, ad esempio i fili di trazione e biorivitalizzazione oppure i trattamenti elettromedicali basati su ultrasuoni e radiofrequenza. La novità però è rappresentata dal nuovo farmaco sciogli grasso Kybella®, appena approvato dalla Food and Drug Administration, che promette risultati in una sola seduta. Presto potrebbe arrivare anche da noi, offrendoci un’ulteriore alternativa mini invasiva.

N.5 – medicina estetica sempre al top

Le tecniche ambulatoriali, “mini invasive”, ci permettono di riconquistare un volto e un corpo più giovanili in modo naturale; le richieste sono cresciute di anno in anno ed è naturale aspettarsi che anche nel 2016 aumentino le richieste di tossina botulinica e filler per il ringiovanimento del volto. I pazienti dimostrano di avere sempre più fiducia nei confronti di questi semplici ma efficacissimi rimedi: sanno ormai che la sicurezza di queste procedure e la certezza dei risultati dipendono esclusivamente dalla professionalità del chirurgo a cui ci si affida e dalla qualità dei materiali, e per fortuna sono sempre meno influenzati dalla cattiva informazione.

N. 6 – chirurgia di nuovo in primo piano

Nel 2016 tornerà a crescere anche il numero dei trattamenti di chirurgia estetica. Anche in questo campo la ricerca di tecniche sempre più delicate e di materiali sicuri e innovativi ha dato i suoi frutti: i pazienti si affidano con fiducia al chirurgo plastico quando vogliono ottenere un risultato più incisivo e permanente di quello che è possibile ottenere con un trattamento ambulatoriale.
Oggi gli interventi di chirurgia estetica hanno un impatto molto minore rispetto a qualche anno fa, con la quasi totale assenza di dolore e fastidio, tecniche avanzatissime di anestesia che non comportano effetti collaterali, tempi post operatori notevolmente ridotti.

(*) RealSelf è la più famosa community americana di medicina e chirurgia estetica, visitata ogni mese da oltre tre milioni di utenti.

Lunga vita ai filler dermici: una semplice tecnica sperimentale promette grandi risultati!

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Nel numero di gennaio di Plastic and Reconstructive Surgery®, la prestigiosa rivista scientifica dell’ American Society of Plastic Surgeons (ASPS), si parla di una tecnica sperimentale che sarebbe in grado di prolungare gli effetti dei filler a base di Acido Ialuronico.
Fra i vari trattamenti di medicina estetica antiage, senza dubbio il filler è uno fra i più efficaci, e non a caso il più richiesto. La durata limitata dei suoi effetti dipende dalla biocompatibilità dei materiali: i prodotti che oggi impieghiamo maggiormente, Acido Ialuronico per primo, vengono degradati e riassorbiti del tutto dal nostro organismo entro un lasso di tempo più o meno lungo.
La durata temporanea di un filler però può avere i suoi vantaggi..

Le statistiche dell’American Society of Plastic Surgeons (ASPS) lo confermano: fra le procedure estetiche mini invasive il filler dermico è una delle più comuni, con ben 2,3 milioni di trattamenti eseguiti nel 2014 nei soli Stati Uniti.
I filler dermici più comunemente utilizzati sono tuttora quelli a base di Acido Ialuronico, apprezzati proprio perché sono altamente compatibili con il nostro organismo.
In base a questa loro caratteristica è inevitabile che si verifichi una progressiva degradazione delle molecole del filler, che è vista come risvolto negativo in quanto limita la durata del miglioramento estetico.

Presso la Ondokuz Mayis University, in Turchia, alcuni chirurghi plastici dell’equipe del Dott. Küçüker hanno condotto un esperimento per allungare la durata del filler di Acido Ialuronico. La loro ipotesi di partenza era che la permanenza del filler nell’area in cui era stato posizionato non dipendesse solamente dalle sue caratteristiche chimico fisiche, ma fosse influenzata anche dalle sollecitazioni che il gel riceveva a causa del movimento dei muscoli adiacenti.

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori avevano bisogno di una sostanza in grado di ridurre l’impatto dell’attività dei muscoli mimici sul filler, perciò si sono avvalsi della Tossina Botulinica di Tipo A, conosciuta negli USA con il nome commerciale di “Botox®”, la sostanza più apprezzata e utilizzata in medicina estetica per la correzione delle rughe mimiche del terzo superiore del volto. Il suo meccanismo di azione consiste infatti nell’ inibire temporaneamente l’attività dei muscoli nella zona trattata, provocandone il rilassamento, ed era di questo che i ricercatori della Ondokuz Mayis University avevano bisogno.

Durante lo studio è stato somministrato Botox® sotto la cute dell’area frontale di alcune cavie, e contemporaneamente Acido Ialuronico; il risultato è stato verificato attraverso analisi computerizzate del tessuto. Le conclusioni dello studio sono state positive: il trattamento effettuato sui muscoli dell’area frontale con la Tossina Botulinica (in termini medici “chemodenervation”), ha prolungato notevolmente la permanenza dell’ Acido Ialuronico nell’area frontale delle cavie.
A tre mesi di distanza, nella zona trattata contemporaneamente con Botox il tasso di degradazione dell’Acido Ialuronico era inferiore del 42% rispetto all’area non trattata, e il volume residuo era del 50% maggiore, un risultato ben visibile e misurabile.
Secondo il Dott. Küçüker e i suoi colleghi il loro studio ha dimostrato che “l’applicazione contemporanea di un filler a base di Acido Ialuronico e della Tossina Botulinica (trattamento BoNT-A) riduce significativamente il processo di degradazione dell’ Acido Ialuronico e aumenta il volume di gel rimanente”. In base a ciò, lo studio fornirebbe una prova oggettiva per sostenere l’uso di questa procedura combinata sui pazienti che richiedono un trattamento con filler dermico.

Sicuramente si tratta di uno spunto interessante, che in futuro potrà avere utili risvolti, nell’ottica di miglioramento continuo e progressivo dell’efficacia dei trattamenti di medicina estetica.

Dall’altro lato c’è da osservare che il carattere temporaneo di un trattamento con filler, sia questo con Acido Ialuronico o con una delle molecole più innovative oggi apprezzate per la loro qualità e sicurezza, non deve esser visto come un aspetto del tutto negativo.
La scelta di sottoporsi a trattamenti di medicina estetica, meno drastici rispetto ai trattamenti chirurgici, rispecchia in molti casi la scelta del paziente di prendersi cura della sua bellezza in maniera più delicata e continuativa, seguendo in un certo modo i naturali cambiamenti dei lineamenti e della cute, con ritocchi sempre adeguati al momento e mai troppo visibili né, soprattutto, irreversibili.