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La Chirurgia Plastica Estetica

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Glutei alla brasiliana, è vero che è una procedura pericolosa

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E’ importante capire prima di tutto che l’intervento di cui recentemente hanno parlato le cronache, che è stato vietato in Inghilterra a causa dell’alta incidenza di gravi complicazioni, è da considerarsi un intervento “estremo”, finalizzato all’aumento cospicuo e vistoso del volume dei glutei attraverso la liposcultura (o lipofilling).
Ci sono limiti ben precisi per questa procedura, che prevede l’utilizzo di adipe prelevato da una parte del corpo del paziente stesso, per ingrandire il cosiddetto “lato B” e renderlo più alto e scolpito.
Perché si possa considerarla sicura, l’infiltrazione di tessuto adiposo non deve raggiungere il muscolo, ma restare entro gli strati di tessuto sottocutaneo. Se l’obbiettivo è un grosso aumento, meglio allora ricorrere alle protesi in silicone appositamente create, che offrono un risultato estetico altrettanto soddisfacente. In questo modo si evitano potenziali rischi, legati sostanzialmente alla quantità molto elevata di grasso immesso.
Il lipofilling di per sé è considerato una tecnica efficace e sicura, e oggi la utilizziamo largamente per molti scopi, proprio perché si basa sul materiale più naturale che possa esistere, ossia tessuto adiposo appartenente al paziente stesso.
Nel caso dei glutei, si può effettuare un aumento contenuto, o perfezionare il risultato dopo una liposuzione, ma le potenzialità di questa procedura sono ben più vaste, spaziando dal rimodellamento di molte aree del corpo e del viso al ringiovanimento dei tessuti, dovuto alla presenza nel grasso di numerose cellule staminali multi potenti, in grado di migliorare l’aspetto e la qualità della pelle nelle aree trattate.
Nel corso degli anni le tecniche del lipofilling si sono notevolmente evolute, e oggi siamo in grado di ottenere risultati estetici soddisfacenti a lungo termine, grazie all’elevata percentuale di cellule di adipe che attecchiscono stabilmente nell’area in cui le abbiamo trasferite.

L’anidride carbonica e la medicina estetica: come la CO2 combatte gli inestismi del corpo e del viso

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La carbossiterapia è un trattamento ambulatoriale scarsamente invasivo dalle alte potenzialità. Impiegando un gas naturale, la CO2, in forma purissima e sterile, è possibile ridurre la cellulite e gli accumuli di adipe localizzato, migliorare il tono della pelle, attenuare le rughe e molto altro ancora.

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Come l’anidride carbonica viene usata nella medicina estetica

L’anidride carbonica è sfruttata da molti anni in medicina a scopo terapeutico, specialmente per la cura di problemi vascolari, ma anche in ambito dermatologico e ginecologico. Si tratta di una sostanza prodotta naturalmente dal nostro organismo, che non può in alcun caso rivelarsi dannosa, né provocare effetti indesiderati. Negli ultimi anni è cresciuto l’impiego di questa risorsa anche in campo estetico, e la terapia è stata gradualmente perfezionata, in modo da risultare sempre più efficace, sicura e meno fastidiosa per il paziente.

Le apparecchiature di ultima generazione offrono un ottimo livello di comfort al paziente, sono in grado di controllare con la massima precisione la temperatura, la pressione, la velocità di erogazione del gas, a seconda delle varie aree del corpo e del viso che possono trarre giovamento dalla carbossiterapia. La tecnica prevede l’impiego di un sottilissimo ago, che viene inserito dal medico a livello sottocutaneo, direttamente nella zona da trattare, per i pochi secondi necessari al passaggio della quantità prestabilita di gas all’interno dei tessuti. La seduta dura da 10 a 30 minuti circa, e al termine è possibile tornare alle normali attività.

I vantaggi apportati dal contatto della CO2 sono molteplici, in primo luogo la vasodilatazione e l’aumento della circolazione a livello locale, che si traduce in un immediato aumento dell’ossigenazione dei tessuti. La pelle riceve uno stimolo naturale alla produzione di nuove fibre di collagene e elastina, che nel corso del tempo ne migliorano la compattezza ed elasticità.

Qual è il meccanismo di funzionamento della carbossiterapia, e su che tipo di problematiche estetiche è possibile intervenire

Uno dei meccanismi di azione più interessanti della CO2 è la cosiddetta “lipoclasi”, in pratica la distruzione della membrana delle cellule adipose, che avviene quando il gas viene veicolato all’interno della massa grassa.  Il trattamento, in questo caso, dona un ottimo risultato di rimodellamento del corpo e riduzione del volume del grasso localizzato, che in alcuni casi può perfezionare il risultato di una liposuzione chirurgica. Il contatto dei tessuti con il gas favorisce di per sé il drenaggio dei liquidi, con conseguente smaltimento delle tossine, che agevola il risultato di rimodellamento.

Per riassumere, vediamo uno schema delle principali indicazioni della carbossiterapia a fini estetici:

CARBOSSITERAPIA PER VISO, COLLO, DECOLLETE E MANI:

Invecchiamento cutaneo, rughe, lassità, disidratazione, borse sotto gli occhi e occhiaie
La CO2 promuove in modo naturale l’ossigenazione dei tessuti e la rigenerazione cellulare, stimola la produzione di nuove fibre di collagene e elastina
La pelle dopo un ciclo di sedute ambulatoriali appare più luminosa, tonica, compatta e elastica

CARBOSSITERAPIA PER ADDOME, FIANCHI, COSCE, GLUTEI E VARIE ALTRE AREE DEL CORPO:

Accumuli di adipe a livello locale, pelle a buccia di arancia, ristagno di liquidi  e cellulite
La CO2 aumenta la circolazione sanguigna e l’apporto di ossigeno ai tessuti, dilata i vasi compressi, aumenta il flusso linfatico migliorando la condizione di ritenzione idrica.
A contatto con il tessuto adiposo rompe la membrana degli adipociti, con conseguente riduzione progressiva del pannicolo adiposo.
Le aree del corpo trattate con un ciclo di sedute di carbossiterapia appaiono rimodellate e toniche, con visibile miglioramento del microcircolo e eliminazione di cellulite e effetto “buccia di aramcia”. Gli accumuli di grasso vengono gradualmente ridotti e eliminati.

Macchie: i trattamenti depigmentanti e le tecnologie per eliminarle con successo

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Uno dei problemi estetici oggi più frequente è senza dubbio l’iperpigmentazione della pelle, che colpisce numerosi pazienti, indipendentemente dal sesso e dall’età. Le cause della pigmentazione irregolare, infatti, sono varie e di diversa natura, possono derivare da normali processi fisiologici o da patologie. Le radiazioni solari sicuramente hanno un’alta percentuale di responsabilità, ma molto spesso le macchie si presentano anche a causa di variazioni ormonali, in gravidanza o per l’uso di contraccettivi, particolari patologie epatiche o endocrine, alcuni farmaci o prodotti fotosensibilizzanti applicati sulla pelle, inclusi i profumi alcolici.

Le macchie che segnano la nostra pelle insomma non sono tutte uguali, e richiedono trattamenti diversi a seconda della loro eziologia, istologia e profondità. Le più comuni le conosciamo tutti, sono le cosiddette lentiggini da “lettino abbronzante”, le efelidi, le lentigo solari e senili, il melasma che caratterizza la gravidanza, le iperpigmentazioni post-infiammatorie, anch’esse favorite dall’esposizione al sole.

Anche le pelli sono molto diverse fra loro, per biotipo e per fototipo, perciò è estremamente importante saper individuare il trattamento migliore per ciascun caso specifico, che offra come risultato l’eliminazione delle macchie e il ripristino di un colorito vivace e uniforme.

Rispetto al passato, oggi possiamo contare su tecnologie elettromedicali avanzate, in grado di  colpire selettivamente i pigmenti della macchia, senza arrecare alcun danno alla pelle, ma soprattutto su una speciale categoria di peeling cosiddetti depigmentanti, come Me Line® di Innoaesthetics, che per la prima volta ci permettono di poter trattare efficacemente e senza rischi il melasma su ogni tipo di pelle, grazie alle due diverse tipologie riservate a fototipi dal I al IV e dal IV al VI.

Me Line® contiene un mix di sostanze attive che agiscono in sinergia su due fronti:
controllo del processo di sintesi della melanina, con l’inibizione dell’enzima tirosinasi, responsabile della formazione del pigmento.
riattivazione del ricambio epidermico, con rimozione delle cellule pigmentate attraverso una significativa esfoliazione cutanea.
Il trattamento prevede due tipi di prodotti combinati: il primo step viene eseguito dal medico in  studio, richiede pochi minuti ed è indolore, successivamente il paziente prosegue a casa una terapia domiciliare, per un risultato più stabile e privo di recidive.

Me Line ha un effetto positivo anche sul tono, l’elasticità e la compattezza della pelle, rendendo in questo modo il trattamento più completo, in quanto ad un colorito più uniforme e luminoso si unisce un visibile miglioramento della texture.

Dopo l’estate, curiamo la pelle con la biorivitalizzazione

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Dopo il rientro dalle vacanze è molto importante riservare attenzioni speciali alla pelle, resa arida e più vulnerabile dall’esposizione al sole, soprattutto in alcune aree critiche.
La biorivitalizzazione è un “trattamento di base” specifico per limitare i danni ossidativi, ritardare l’invecchiamento cutaneo e restituire alla pelle un aspetto più giovane e sano.
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In trattamento di biorivitalizzazione tradizionale, a base di acido ialuronico, rappresenta una soluzione ideale quando la pelle ha perso la sua naturale vitalità e ha bisogno di recuperare un giusto grado di idratazione, dal momento che questa sostanza ha la prerogativa di attrarre e trattenere le molecole di acqua nei tessuti. L’acido ialuronico inoltre, essendo un componente naturale della pelle, è una sostanza sicura, del tutto biocompatibile e riassorbibile.
Oggi esistono varie alternative alla biorivitalizzazione tradizionale, come il PRX abbinato a sedute di radiofrequenza, ideale anche per chi non gradisce l’impiego di aghi. Altre procedure, come la carbossiterapia e l’ossigenazione percutanea, espletano una funzione bioristrutturante in modo del tutto naturale, senza utilizzare alcuna sostanza, ma esclusivamente attraverso la perfusione di anidride carbonica o ossigeno, a seconda delle indicazioni. Questi trattamenti, privi di effetti collaterali e adatti a ogni età, migliorano il microcircolo, l’elasticità e la tonicità della pelle, con un visibile effetto di ringiovanimento.

I vari trattamenti di biorivitalizzazione possono offrire ottimi risultati su varie zone del corpo:

Area della fronte La zona glabellare (in mezzo alle sopracciglia) è soggetta alla comparsa precoce di rughe, anche a causa della mimica facciale.
Resa particolarmente arida dall’esposizione al sole, la pelle della fronte e delle tempie recupera freschezza e appare più distesa grazie all’acido ialuronico.
Se necessario, le rughe espressive possono essere attenuate con la tossina botulinica, mentre le macchie, che molto spesso si formano in questa zona, possono essere eliminate con specifici prodotti depigmentanti, come Meline.
Area perioculare La cute intorno agli occhi è particolarmente delicata e sottile, tanto che le linee perioculari (o zampe di gallina) si formano già in giovane età. La biorivitalizzazione è ideale per restituire freschezza all’area perioculare e migliorare il tono della pelle, mentre per distendere le piccole rughe si può ricorrere alla tossina botulinica.
Guance e zigomi La pelle in questa area, specialmente se trascurata e inaridita, perde facilmente tono e compattezza, dando al viso un aspetto “cadente”. Con l’acido ialuronico è possibile restituire maggior turgore ai tessuti, idratandoli e stimolando il metabolismo cutaneo. Se necessario possiamo aumentare la proiezione degli zigomi, in modo che il viso appaia più definito e visibilmente più giovanile. Anche in questo caso, le eventuali macchie possono essere eliminate con il trattamento specifico.
Labbra e area periorale Anche la bocca subisce i danni del sole e della disidratazione, che mette in evidenza le piccole rughe sopra al labbro superiore (codice a barre). Il trattamento con acido ialuronico attenua questo inestetismo, e può essere utile anche per compensare la perdita del volume naturale delle labbra, restituendo alla bocca espressività e sensualità.
Collo e  décolletè Spesso diamo la massima attenzione al viso, trascurando zone altrettanto importanti, come collo e décolletè, che l’esposizione prolungata al sole rende aride e invecchiate. Con l’acido ialuronico possiamo far tornare la pelle più fresca e idratata, ma anche attenuare le eventuali rughe, dette collane di Venere, mentre per le macchie, tipiche di questa zona, si può ricorrere al trattamento specifico.
Mani Anche le mani sono una parte troppo spesso trascurata, la pelle stressata e disidratata ha bisogno del trattamento di biorivitalizzazione per tornare ad essere più elastica e compatta, e di un eventuale trattamento depigmentante per recuperare un colorito più luminoso omogeneo. Nei casi più gravi, quando il tessuto cutaneo troppo assottigliato rivela le strutture sottostanti e la mano appare come “scheletrizzata”, si può ricorrere a trattamenti più specifici, come il lipofilling

Prenota una visita per avere maggiori informazioni sulla biorivitalizzazione più adatta a te.

Otoplastica: come affrontare al meglio il post intervento.

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Il recupero dall’intervento estetico di otoplastica di solito è rapido e privo di complicazioni.
Prima di poter apprezzare il risultato finale del rimodellamento dell’orecchio, tuttavia, occorrono alcune settimane, durante le quali è molto importante seguire attentamente le istruzioni ricevute dal chirurgo.
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Nella maggior parte dei casi la procedura di rimodellamento estetico dell’orecchio si esegue in anestesia locale. Ciò significa che il paziente fin dalle prime ore dopo l’intervento si sente abbastanza in forma, e pronto a riprendere la normale routine quotidiana. Questo è possibile a condizione che si evitino alcuni comportamenti che potrebbero non solo allungare i tempi di guarigione, ma anche compromettere il risultato estetico dell’otoplastica. Per maggiore chiarezza è possibile suddividerli in tempi diversi:

Da uno a sette giorni dopo l’intervento:
E’ indispensabile mantenere di giorno e di notte la fascia applicata al termine dell’intervento, che serve per mantenere le orecchie, ancora molto instabili, nella posizione corretta, evitando il rischio che possano essere urtate o piegate accidentalmente. Nei primi giorni è normale che la parte operata sia gonfia e che le orecchie drenino una piccolissima quantità di fluido: se ciò accade, si può pulire la parte esterna dell’orecchio con un tampone imbevuto di acqua ossigenata, rivolgendosi immediatamente al chirurgo in caso di dubbi.

Per una o due settimane:
La fascia più leggera, che ha sostituito la prima, va mantenuta ancora sia di giorno che di notte, per coprire completamente le orecchie e proteggerle nella fase in cui si consolidano nella posizione corretta.
In questo periodo di tempo anche le incisioni hanno bisogno di cicatrizzarsi correttamente, è importante non toccare nè strofinare eccessivamente le orecchie, in modo intenzionale o accidentale, per non danneggiarle, ritardando così la guarigione.
Può essere utile indossare abiti abbottonati, in modo da non doversi preoccupare di come infilarli e sfilarli.
Il gonfiore è normale durante il processo di recupero, lo si può ridurre al minimo mantenendo la testa sollevata da almeno un paio di cuscini durante il sonno, e evitando di chinarsi durante il giorno, un’azione che potrebbe anche aumentare il rischio di sanguinamento.

Per un mese circa:
La fascia protettiva si mantiene durante la notte, ma può essere evitata di giorno, stando attenti comunque a non esporsi al rischio di traumi accidentali. E’ consigliabile fare movimenti delicati e, se possibile, dormire in posizione supina, senza fare pressione sulle orecchie.
Continuare ad vitare di fumare e inalare il fumo passivo è molto importante, perché la guarigione delle ferite può esserne ritardata o compromessa.
Le sottili incisioni praticate per l’otoplastica possono iniziare a dare prurito, questo di solito è un segno positivo, che indica che stanno guarendo, naturalmente bisogna evitare del tutto di grattarle. Se prurito è accompagnato da rossore, perdite di liquido o sensazione di calore, effettuare subito un controllo per scongiurare la presenza di un’infezione.
Avere la massima cura delle ferite assicura che, a completa guarigione, le cicatrici appariranno chiare, sottili e quasi invisibili, tenendo conto anche che si troveranno in zone nascoste dalle pieghe naturali dell’orecchio.

Per almeno due mesi:
Ricordare che le orecchie possono essere parzialmente intorpidite, e potrebbe essere possibile ustionarle durante l’esposizione al sole, usando l’asciugacapelli, applicando le compresse di ghiaccio nei primi giorni, senza rendersene conto.
Per questo l’esposizione prolungata al sole e a temperature estreme va evitata il più possibile.

Le protesi mammarie scoppiano in aereo?

· Chirurgia estetica, News · Comments Off on Le protesi mammarie scoppiano in aereo?

Anche se oggi di chirurgia estetica si parla fin troppo, ci sono ancora persone che nutrono timori infondati su alcune procedure e interventi, fra cui anche l’aumento del seno.
Spesso è successo che, per il desiderio di sorprendere e interessare i lettori, i giornali ed il web abbiano diffuso notizie prive di un pur minimo fondamento scientifico, una delle più inverosimili è la possibilità che una protesi mammaria possa “esplodere” durante un volo aereo.

Cosa risponderei ad una paziente che mi chiede rassicurazioni in merito? Penso che la inviterei a fare da sola una riflessione, usando il buon senso anziché lasciarsi suggestionare: su un aereo di linea, grazie alla pressurizzazione, la pressione è sempre sotto controllo e paragonabile a un’altitudine di circa 1.500 metri, con lievi e graduali oscillazioni quando l’aereo cambia quota. Di solito non ci accorgiamo neppure di questi piccoli cambiamenti, se non talvolta per un lieve fastidio alle orecchie, figuriamoci come potrebbero danneggiare le protesi in silicone, create per resistere ad ogni tipo di sollecitazione e perfino allo schiacciamento!

Bisogna considerare anche che le protesi in silicone, che spesso provengono dall’estero, viaggiano nella stiva, non pressurizzata, senza che ciò influenzi minimamente la loro integrità: la pressione infatti, che diminuisce via via che l’aereo sale in quota, non ha alcun effetto negativo sugli impianti mammari e sul gel di silicone in essi contenuto.

E’ importante sapere che le protesi di ultima generazione e della migliore qualità, prima di poter essere approvate e immesse in commercio, subiscono in quanto presidi medici numerosi test, alcuni in vasca iperbarica, per verificare la loro resistenza all’usura, allo stress meccanico, a fortissime variazioni di pressione e impatti molto violenti, che nella realtà non potrebbero verificarsi neppure se la paziente con protesi subisse incidenti o cadute gravi.

Le donne devono essere correttamente informate, non avere timore in nessuna situazione e affrontare con serenità anche la mammografia, che genera una pressione di appena 2 chili e non può in nessun caso provocare la rottura o il danneggiamento degli impianti mammari.
La rottura, del resto è un evento estremamente raro, anche nel lungo termine, e oggi meno temibile di quanto potesse essere in passato, perché il gel contenuto all’interno del robustissimo involucro multistrato possiede speciali caratteristiche di coesività, che fanno sì che resti nella sua sede, senza disperdersi nell’organismo, anche in caso di danni accidentali.

Il trattamento con fili Silhouette Soft: ci sono possibili effetti collaterali?

· Medicina estetica, News · Comments Off on Il trattamento con fili Silhouette Soft: ci sono possibili effetti collaterali?

I fili di trazione e bioririvitalizzazione Silhouette Soft sono molto apprezzati dai pazienti, perché permettono di ottenere un visibile effetto “lifting” sul viso e altre aree del corpo, con una sola seduta, minimamente invasiva.
L’applicazione di queste speciali suture, composte da materiali biocompatibili e completamente riassorbibili, non comporta effetti collaterali, a condizione che siano rispettati alcuni requisiti:

competenza del medico che effettua il trattamento
– esecuzione del trattamento in ambienti idonei
sterilità dei materiali e dell’area trattata

E’ altrettanto importante, sia per il risultato estetico che per la sicurezza, che il paziente si attenga scrupolosamente alle semplici raccomandazioni rivevute del medico nel periodo precedente e successivo all’inserimento dei fili Silhouette Soft.
In molti casi il medico raccomanda l’assunzione di un comune antibiotico per via orale dal giorno prima, e per alcuni giorni dopo la procedura, al fine di escludere qualsiasi possibilità di infezione.
Nei casi in cui si sia effettuato un “lifting non chirurgico” al viso, inoltre, consiglierà di evitare per tre settimane almeno trattamenti odontoiatrici (che comportano uno sforzo dei muscoli mimici e dei tessuti facciali), ma anche altri trattamenti estetici in generale, massaggi, sfregamenti del viso durante le operazioni di pulizia e trucco, esposizione a fonti di forte calore, come il sole, i lettini abbronzanti, la sauna ecc.
Il medico previene la possibile comparsa di un lieve edema localizzato con l’applicazione di compresse di ghiaccio, subito dopo il trattamento, ma è utile anche qualche accortezza nei tre giorni successivi, come dormire supini e con il capo sollevato di almeno trenta gradi.
Infine, evitare per alcuni giorni sport e attività che potrebbero causare traumatismi.

Le controindicazioni
Come ogni trattamento di medicina estetica, l’uso delle suture va evitato a priori nei casi in cui il paziente si trovi in condizioni particolari, come ad esempio la presenza di problemi cutanei localizzati nelle aree di inserimento, malattie autoimmuni gravi, gravidanza e allattamento, materiali non riassorbibili precedentemente inseriti.
Esclude l’uso di questa tecnica anche l’allergia o ipersensibilità ai componenti delle suture.
Le controindicazioni all’uso dei fili includono infine la mancanza di indicazioni: pazienti che non presentano i requisiti idonei per poter ottenere un bel risultato estetico dopo l’inserimento dei fili sono esclusi dal trattamento in fase di consulto preliminare, grazie all’esperienza del medico, che è in grado di consigliare alternative altrettanto valide.

Perché l’acido ialuronico è ideale per trattare le occhiaie

· Medicina estetica, News · Comments Off on Perché l’acido ialuronico è ideale per trattare le occhiaie

L’area del contorno occhi è contraddistinta da pelle particolarmente sottile e delicata, maggiormente soggetta allo stress ossidativo ed al fisiologico processo di invecchiamento.
Il manifestarsi di un caratteristico svuotamento dell’area perioculare è un problema estremamente diffuso, anche in giovane età, e spesso si accompagnato alla comparsa delle odiate “occhiaie”, che appesantiscono lo sguardo e ci regalano un bel po’ di anni in più.
Per far fronte a questo problema, dovuto soprattutto al progressivo riassorbimento del sottile strato adiposo che circonda l’occhio, la medicina estetica offre soluzioni non invasive, come le iniezioni di acido ialuronico, eventualmente combinate con specifici peeling in grado di eliminare il classico alone scuro.

Per il trattamento del contorno occhi esistono particolari formulazioni di acido ialuronico, caratterizzate da estrema morbidezza e ottima adattabilità a tessuti delicati e sottili. Queste sostanze permettono ad un medico esperto di effettuare in una sola seduta una correzione ottima e assolutamente naturale delle occhiaie.
La tecnica consiste nel diffondere il prodotto nel derma, nell’area compresa fra la palpebra inferiore e l’osso dello zigomo. Il trattamento richiede pochi minuti e risulta indolore, in quanto nella formula è presente una giusta percentuale di anestetico.
Una volta iniettato l’acido ialuronico, il paziente può subito apprezzare una visibile riduzione dei solchi e delle occhiaie, oltre a uno sguardo più luminoso, effetto che si mantiene per diversi mesi, fino a un anno circa.

Nella maggior parte dei casi dopo la seduta non c’è alcun segno visibile esternamente, in altri può comparire arrossamento o un lieve ematoma nell’area trattata, che viene riassorbito naturalmente in breve tempo. Questi eventuali segni non pregiudicano l’immediata ripresa delle normali attività della giornata.

Rinoplastica: come comportarsi dopo l’intervento.

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L’intervento di rinoplastica ci permette di migliorare l’aspetto estetico del naso, rimodellando le varie strutture che lo compongono e correggendo eventuali problemi funzionali.
Largamente praticato da ormai molti anni, si effettua oggi con tecniche molto meno invasive e dolorose di un tempo, ma la collaborazione del paziente è sempre importante per accelerare la guarigione e ottimizzare i risultati.

Limitare lo sviluppo di gonfiore e lividi evitando alcune sostanze prima di operarsi

Come sempre avviene dopo una procedura chirurgica, i tessuti interessati dall’intervento di rinoplastica sviluppano gonfiore e lividi, che si attenuano gradualmente entro alcune settimane.
Per limitare questo fenomeno, che condiziona sia la guarigione che il ritorno agli impegni personali e sociali, è importante prepararsi fin dalla fase pre operatoria, evitando l’assunzione di alcolici e di alcune categorie di farmaci.

Camminare e passeggiare (con alcune accortezza) per agevolare il ritorno dei tessuti alla normalità

Dopo l’intervento, per agevolare il ritorno dei tessuti alla normalità è essenziale stimolare la circolazione, è consigliabile ricominciare subito a camminare e passeggiare all’esterno, facendo attenzione però a non esporsi al sole, non accaldarsi e evitare sforzi, che sarebbero controproducenti.

Salvaguarda la zona operata non chinando la testa

Nei primi giorni post rinoplastica, mai chinare la testa verso il basso, ma mantenerla sempre sollevata, in modo da evitare l’intensificarsi della pressione verso la zona operata.
Anche durante il riposo è importante che la testa sia poggiata su più cuscini, sempre per non ostacolare il drenaggio.

Compresse fredde intorno a occhi e viso per un miglior decorso post-operatorio

Per attenuare il gonfiore e il fastidio in alcuni casi può essere utile l’applicazione di compresse fredde intorno agli occhi e sul viso (evitando il contatto diretto con il sito chirurgico), e l’assunzione di farmaci specifici, che al bisogno vengono prescritti dal medico: un rapido riassorbimento dell’edema infatti è fondamentale per una guarigione più rapida, e il raggiungimento del miglior risultato estetico.

 

Tamponi di garza fastidiosi e dolorosi? Non più!

Per quanto riguarda il dolore infine, le tecniche attuali non prevedono l’impiego dei tanto temuti tamponi di garza, fastidiosi e dolorosi da rimuovere. Per l’omeostasi utilizziamo materiali innovativi, che non comportano traumatismo durante la rimozione. La piramide nasale viene protetta con un tutore, che è importante mantenere per tutto il tempo indicato dal medico, onde evitare di sollecitare le strutture che si stanno consolidando.

 

Tossina Botulinica in estate: cosa non fare dopo il trattamento

· Chirurgia estetica, News · Comments Off on Tossina Botulinica in estate: cosa non fare dopo il trattamento

Il trattamento estetico con la tossina botulinica di tipo A si può effettuare senza problemi anche nella stagione calda. I piccoli accorgimenti da osservare nelle ore successive al trattamento (che non limitano le normali attività quotidiane), servono soprattutto ad evitare il surriscaldamento e la vasodilatazione della zona trattata: sono validi, naturalmente, per tutto l’anno, ma in estate è ancora più importante non trascurarli.

Dopo l’infiltrazione di tossina botulinica non c’è alcuna necessità di interrompere il lavoro o gli impegni del giorno, anche perché questa sostanza è impiegata a livello locale e non ha alcun effetto sistemico, non influenza la concentrazione, la capacità di guida nè altri parametri di salute.

Proprio perché l’azione di questa sostanza deve limitarsi ai piccoli muscoli corrugatori, individuati con la massima precisione dal medico in fase di trattamento, è importante evitare la pur remota possibilità che possa diffondersi anche in piccola parte nelle aree limitrofe, con un risultato estetico non ottimale o eventuali effetti indesiderati.

Le semplici raccomandazioni da seguire devono essere sempre date dal medico che effettua il trattamento, perché alcune possono essere relative a fattori individuali del paziente, ad esempio l’assunzione di alcune categorie di farmaci.

In linea generale:

– è prudente evitare di sdraiarsi immediatamente dopo il trattamento, prima che il principio attivo si sia legato ai muscoli che lo hanno assorbito, ma anche massaggiare o strofinare il sito dell’iniezione.

– il giorno del trattamento e quello successivo è consigliabile non prendere il sole diretto sul viso, ma anche non fare il solarium o la sauna: l’obbiettivo è evitare il surriscaldamento e la conseguente vasodilatazione nella zona in cui la tossina botulinica sta iniziando ad agire.
Naturalmente si può lavare il viso senza alcun problema, fare la doccia con acqua tipedida, applicare il trucco con delicatezza, sempre evitando pressione o sfregamento.

– lo stesso principio vale per il lavoro fisico impegnativo o lo sport: queste attività, se particolarmente intense, possono aumentare molto la temperatura corporea, astenersi dal praticarle nelle prime 24-36 ore dal trattamento è un accorgimento utile, specialmente in estate.