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Dalla liposuzione alla mastoplastica additiva, la Chirurgia estetica può aiutarti.

La Chirurgia Plastica Estetica

Chirurgia estetica

Blefaroplastica: vantaggi estetici e funzionali in un solo intervento.

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Gli occhi sono l’area più delicata del nostro viso, ma anche quella sottoposta a maggiore stress, pensa infatti a cosa accade ai tuoi occhi mentre sorridi, pensi, ti arrabbi, metti in atto tutti i movimenti che fanno parte della mimica facciale. Un dato sbalorditivo, a cui forse non hai mai pensato, è il movimento automatico delle palpebre, indispensabile per lubrificare l’occhio  eliminando batteri e impurità, che ripeti automaticamente fino a quindici/ventimila volte al giorno.

 

La “fatica” di un’attività così intensa e continuativa ricade sui piccoli muscoli facciali di questa area del viso e sulla  struttura fibro cartilaginea delle palpebre, ricoperta da cute sottilissima. E’ normale perciò che già sui trent’anni tu possa veder comparire i primi segni di rilassamento cutaneo. Successivamente la pelle, sempre più cadente e in eccesso, ruba luce al tuo sguardo, gli occhi sembrano più piccoli e l’espressione meno vivace.

 

L’invecchiamento fisiologico dell’area palpebrale non è uguale per tutti, ma è influenzato da fattori genetici, tipo di cute, sesso, età, stile di vita e altre caratteristiche personali. In certi casi può penalizzare troppo precocemente non solo l’aspetto estetico del tuo viso, ma anche la tua vita quotidiana. Un cedimento accentuato della palpebra superiore, infatti, limita il campo visivo, stanca gli occhi e ostacola la lettura e le normali attività.

Quando si manifesta il cedimento, la blefaroplastica è  l’intervento più vantaggioso per donare al tuo sguardo la luce e la freschezza che sono andate perdute, ma anche e soprattutto per ripristinare l’aspetto e il corretto funzionamento delle palpebre.

Vediamo la blefaroplastica come viene eseguita

L’intervento consiste nell’ eliminazione di piccolissime porzioni di cute e, eventualmente, di grasso eccedente nella zona perioculare. La durata può variare, da una a due ore circa, in base all’entità delle correzioni da eseguire, infatti potresti aver bisogno solo del rimodellamento della palpebra superiore o inferiore, ma anche di entrambe.

Nella foto: intervento di blefaroplastica superiore e inferiore

 

Di solito intervengo in anestesia locale con sedazione, una modalità che ti permette di non avvertire alcun dolore né sensazione di ansia durante l’intervento, e al tempo stesso essere  già sveglia e collaborativa al termine, facendo ritorno a casa dopo alcune ore.

 

Blefaroplastica, cosa fare dopo l’intervento

Una parte importante ai fini del risultato estetico e funzionale della blefaroplastica è la fase post operatoria, specialmente i primi giorni.

Dovrai dormire per alcuni giorni con la testa sollevata da più cuscini, per favorire il rapido ritorno alla normalità dei tessuti operati, evitare fonti di calore e seguire altre piccole accortezze.

La blefaroplastica è dolorosa, la blefaroplastica è pericolosa?

Si tratta di alcune fra le domande più frequenti che mi fanno le pazienti. E’ importante una prima visita preliminare, durante la quale possiamo chiarire ogni aspetto.

La blefaroplastica di solito è ottimamente tollerata, e la puoi eseguire a qualsiasi età, è importante valutare insieme le caratteristiche dei tuoi occhi e l’entità del problema, per decidere il migliore approccio.

Leggi un approfondimento alla pagina oppure chiamami in studio per prenotare una consulenza.

La Liposuzione è Pericolosa?

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In Italia la liposuzione è fra gli interventi di chirurgia estetica maggiormente praticati, con circa 40.000 procedure effettuate nel 2017, secondo i dati ufficiali ISAPS.  Ti spiego in questo articolo in cosa consiste l’intervento di luposuzione, a cosa serve realmente, e cosa devi fare per affrontarlo con tranquillità e in sicurezza.

Hai provato a sconfiggere l’adipe localizzato, cambiando stile di vita e perdendo qualche chilo in eccesso, ma i cuscinetti sono rimasti al loro posto. Non ti vedi in forma, ti  senti a disagio con il tuo corpo e questo ti crea quotidiane frustrazioni.

Stai vivendo una situazione molto comune, infatti l’accumulo di grasso in alcuni distretti corporei è fortemente influenzato da fattori genetici e ormonali, diversi per l’uomo e per la donna. La perdita di peso ottenuta con la dieta raramente si accompagna al tanto sperato “rimodellamento” di punti strategici del corpo .

Se quello che desideri è una risposta immediata e definitiva al problema, l’intervento più adatto per te è la liposuzione, ossia la rimozione chirurgica del grasso localizzato, effettuata in sala operatoria con l’ausilio di sottili cannule collegate a un dispositivo di aspirazione.

 

Cosa ottieni con questo intervento chirurgico?

Non devi aspettarti che la liposuzione sia un “trattamento dimagrante”, che ti farà perdere peso, anche perchè la quantità di grasso che si può eliminare in una sola sessione è limitata, per fattori sia estetici che di sicurezza.

Il vero obbiettivo è riequilibrare i volumi e “rimodellare” una o più aree del corpo. Per questo oggi si usa spesso il termine liposcultura, che sottintende un approccio mirato ad ottenere una figura complessivamente più armoniosa.

Quali sono i possibili rischi?

L’intervento di liposuzione in sé non è doloroso e non comporta lunghi tempi di recupero. Si effettua quasi sempre in anestesia loco regionale, ha la durata di un’ora circa e la dimissione avviene in giornata.

Di fatto, se la liposuzione è eseguita correttamente e in una struttura idonea non ci sono rischi specifici legati a questa procedura. Ciò che è essenziale per la tua sicurezza, ma anche per la qualità del risultato, è la scelta di un chirurgo qualificato e esperto, in grado di seguirti in ogni fase, dalla preparazione al post intervento.

Se lo specialista conferma che hai le giuste indicazioni per sottoporti all’intervento, non hai motivo di stare in ansia, puoi chiarire fin dal primo consulto ogni tuo dubbio e ricevere i migliori consigli. Durante la convalescenza, per una guarigione più rapida e per allontanare il rischio di complicazioni, segui con attenzione le sue prescrizioni riguardo alla guaina da indossare, i farmaci, la routine quotidiana e la graduale ripresa delle attività.

In questo modo ti assicuri anche di ottenere i migliori risultati estetici, che potrai apprezzare pienamente dopo circa tre mesi e mantenere nel tempo, con un corretto stile di vita.

 

Se desideri altre informazioni su questo argomento, chiamami in studio per una consulenza o leggi un approfondimento relativo all’ intervento di liposuzione.

Quanto Durano le Protesi al Seno?

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Oggi la mastoplastica additiva è l’intervento estetico più richiesto in Italia, e questo rende l’argomento “protesi mammarie” estremamente attuale e di grande interesse.

Le donne che hanno già effettuato l’intervento, così come quelle che lo stanno programmando, hanno il desiderio di essere rassicurate sulla qualità e durata delle protesi al seno che, dopo la mastoplastica, diventano a tutti gli effetti una parte del loro corpo.

Le protesi al seno vanno cambiate?

Oggi le migliori protesi sono definite di “sesta generazione”, perché frutto di studi ingegneristici e processi produttivi all’avanguardia. Rispetto al passato, solo la materia prima, silicone di grado medicale, è rimasta invariata (e identica per tutti i marchi in commercio). Queste protesi teoricamente sono progettate per una durata a tempo indeterminato, senza bisogno di sostituzione.

Esistono marchi e prodotti diversi che, naturalmente, offrono caratteristiche e prestazioni diverse. Un chirurgo specialista in mastoplastica additiva deve conoscerle nel dettaglio, per poter scegliere il prodotto che ritiene migliore e più sicuro per le sue pazienti.

La mia scelta ricade sulle protesi GC AESTHETICS, prodotte dall’azienda britannica Nagor.

Dal punto di vista della buona riuscita dell’intervento, queste protesi (soprattutto le anatomiche) sono in grado di donare morbidezza e naturalezza al seno, ma anche una forma stabile, grazie alle caratteristiche del gel al loro interno. Per quanto riguarda la sicurezza, l’involucro esterno è testato per resistere a ogni tipo di stress fisico e meccanico, con limiti ben più elevati di quelli necessari ad ottenere le migliori certificazioni Europee (MARCHIO CE).

Esistono protesi al seno a vita?

Le protesi si cambiano, ma solo in rari casi. Oggi, grazie alla qualità dei materiali e dei processi produttivi, l’intervento di aumento del seno con protesi ha un indice statisticamente molto basso di complicanze, nell’ arco della vita della paziente. Le protesi di ultima generazione sono progettate per una durata illimitata, senza bisogno di sostituzione, tranne nei rari casi in cui si verifica un problema specifico.

protesi al seno quanto durano

Le protesi mammarie di sesta generazione sono progettate per resistere a qualsiasi stress e all’usura e sono indeformabili

 

Sostituzione protesi al seno: costi.

In alcuni casi la sostituzione delle protesi può essere frutto di una scelta della paziente, legata a esigenze estetiche, a un cambiamento fisico o ad altri motivi personali. In quel caso, naturalmente, i prezzi variano in base alle richieste del chirurgo.

Nei rari casi in cui la sostituzione si rende necessaria, le case produttrici sono tenute a fornire gratuitamente le protesi sostitutive, se il problema si è verificato entro un determinato arco di tempo dall’intervento.

Ad oggi GC Aesthetics è l’unica azienda che offre gratuitamente alla paziente una copertura assicurativa a vita sulle protesi mammarie. Questa garanzia prevede la sostituzione di entrambe le protesi, anche nel caso in cui il problema riguardi una sola, a dimostrazione di quanto l’azienda sia certa della qualità e sicurezza dei suoi prodotti.

Se desideri altre informazioni su questo argomento, chiamami in studio per una consulenza o leggi un approfondimento relativo all’ intervento di mastoplastica additiva.

Ricostruzione del Seno dopo il Tumore: Intervista La Nazione al Dott. Quercioli

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Sabato scorso sono stato intervistato, in qualità di chirurgo plastico e ricostruttivo, dal quotidiano La Nazione, su un tema che mi sta particolarmente a cuore: la ricostruzione del seno. Al di là degli aspetti tecnici, quello che mi preme ribadire è che la chirurgia ricostruttiva post oncologica permette alla donna di tornare ad essere orgogliosa del proprio corpo, dopo un’esperienza traumatica.

Ulteriori approfondimenti a questa pagina.

 

 

Tossina Botulinica per l’Estetica del Viso: Tutta la Verità

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A cosa serve il botulino, quanto dura, quando si vedono gli effetti?  In questo articolo rispondo alle mille domande che le mie pazienti mi rivolgono. Efficace e sicuro, il trattamento con “botox” è da anni fra i più richiesti e apprezzati, nonostante alcune false credenze alimentate dalla cattiva informazione.

 

Il botulino cos’è?

Il termine botulino, o botox , che è il nome commerciale con cui viene chiamato negli USA, indica la “tossina botulinica di tipo A”, un preparato farmaceutico il cui impiego in medicina estetica è stato approvato dal Ministero della Salute nel 2004, dopo lunga esperienza  in altri ambiti medici, come neurologia e oculistica.

 

Il botox è sicuro?

Il farmaco che si usa per il trattamento delle rughe dinamiche del viso deriva dal batterio Clostridium Botulinum, ma in una formulazione purificata e disattivata,  preparata in laboratori farmaceutici specializzati. E’ importante per la tua sicurezza che il medico che effettua il trattamento abbia le qualifiche e competenze necessarie e che il farmaco sia ufficialmente approvato e di provenienza certa.  E’ obbligatorio, ed è un tuo diritto, firmare prima del trattamento un foglio per il consenso informato, sul quale il medico attacca in tua presenza l’etichetta del farmaco utilizzato.

 

Il botox fa male?

E’ stato dimostrato da rigorosi studi scientifici che la tossina botulinica, alle dosi minime che si impiegano in medicina estetica, agisce solo a livello locale, non ha effetti collaterali di rilievo né un effetto tossico sistemico. Secondo le stime potrebbe essere pericoloso un dosaggio circa sessanta volte più alto. Nel caso di un risultato deludente sotto il profilo estetico, dovuto a un errore del medico, bisogna attendere che l’effetto del farmaco si affievolisca (entro alcune settimane), perché la situazione torni esattamente identica a prima.

 

La tossina botulinica come agisce?

Il farmaco viene infiltrato dal medico con sottili aghi, secondo criteri ben precisi. Nella maggior parte dei casi il trattamento riguarda i piccoli muscoli responsabili del corrugamento di occhi e fronte. La sua azione avviene esclusivamente a livello locale. La tossina va a bloccare temporaneamente il rilascio dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore che regola il passaggio degli impulsi nervosi ai muscoli mimici del viso. Questo fa sì che la fronte e l’area intorno agli occhi appaiano rilassate, non più contratte e corrugate,  e che il sopracciglio si rialzi nella giusta posizione. Il risultato è un viso più riposato e più giovanile, senza alterare i tuoi tratti naturali.

 

Il botulino quanto dura?

La tossina botulinica ha un effetto limitato nel tempo, circa 4/6 mesi, e la sua azione diventa visibile una settimana circa dopo il trattamento. E’ possibile ripetere periodicamente il trattamento senza correre alcun rischio.

 

Il botulino dove si può fare?

Tradizionalmente la tossina botulinica si fa nella parte superiore del viso, fronte e contorno occhi, ma è possibile in qualche caso estendere le applicazioni anche ad altre zone del viso e al collo. Possiamo impiegare la tossina botulinica anche per trattare l’iperidrosi, o sudorazione eccessiva, delle mani, dei piedi e delle ascelle, che può creare notevole imbarazzo a chi ne soffre, o per curare alcune forme di mal di testa cronico.

Il botox dove si compra, e dove si può iniettare?

La tossina botulinica può essere acquistata esclusivamente da alcune categorie di medici e la vendita al pubblico è proibita dalla legge (Determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco del 16/2/17). L’acquisto tramite fornitori non autorizzati, o da Internet, è illegale, e la somministrazione di questo farmaco non controllato da parte di persone incompetenti può rivelarsi pericolosissima.

 

Botox: cosa non fare dopo

Nelle prime ore dopo il trattamento consiglio alle mie pazienti di evitare di strofinare o premere la zona trattata, di esporla a forte calore, di dormirci appoggiate. Si tratta di una precauzione volta ad evitare la remota possibilità che il farmaco iniettato possa “spostarsi” dal punto preciso in cui deve agire.

 

Esiste il “botulino senza aghi”? E il “botox per capelli”?

Questi prodotti sono semplicemente dei cosmetici che promettono un effetto “lifting” (o di ringiovanimento),  utilizzando il nome a scopi commerciali. Non hanno niente a che vedere con il trattamento medico estetico con tossina botulinica, che deve essere effettuato da un medico specialista e esclusivamente con aghi.

 

Hai anche tu una domanda da farmi? Contattami o prenota un consulto presso il mio studio di Firenze.

 

 

Glutei alla brasiliana, è vero che è una procedura pericolosa

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E’ importante capire prima di tutto che l’intervento di cui recentemente hanno parlato le cronache, che è stato vietato in Inghilterra a causa dell’alta incidenza di gravi complicazioni, è da considerarsi un intervento “estremo”, finalizzato all’aumento cospicuo e vistoso del volume dei glutei attraverso la liposcultura (o lipofilling).
Ci sono limiti ben precisi per questa procedura, che prevede l’utilizzo di adipe prelevato da una parte del corpo del paziente stesso, per ingrandire il cosiddetto “lato B” e renderlo più alto e scolpito.
Perché si possa considerarla sicura, l’infiltrazione di tessuto adiposo non deve raggiungere il muscolo, ma restare entro gli strati di tessuto sottocutaneo. Se l’obbiettivo è un grosso aumento, meglio allora ricorrere alle protesi in silicone appositamente create, che offrono un risultato estetico altrettanto soddisfacente. In questo modo si evitano potenziali rischi, legati sostanzialmente alla quantità molto elevata di grasso immesso.
Il lipofilling di per sé è considerato una tecnica efficace e sicura, e oggi la utilizziamo largamente per molti scopi, proprio perché si basa sul materiale più naturale che possa esistere, ossia tessuto adiposo appartenente al paziente stesso.
Nel caso dei glutei, si può effettuare un aumento contenuto, o perfezionare il risultato dopo una liposuzione, ma le potenzialità di questa procedura sono ben più vaste, spaziando dal rimodellamento di molte aree del corpo e del viso al ringiovanimento dei tessuti, dovuto alla presenza nel grasso di numerose cellule staminali multi potenti, in grado di migliorare l’aspetto e la qualità della pelle nelle aree trattate.
Nel corso degli anni le tecniche del lipofilling si sono notevolmente evolute, e oggi siamo in grado di ottenere risultati estetici soddisfacenti a lungo termine, grazie all’elevata percentuale di cellule di adipe che attecchiscono stabilmente nell’area in cui le abbiamo trasferite.

Le Protesi Mammarie Scoppiano in Aereo? È Solo una Falsa Credenza

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In tanti anni di attività professionale, quella delle protesi al seno che scoppiano in aereo è una delle più inverosimili credenze in cui mi sono imbattuto.

Nella realtà non è mai avvenuto che le protesi siano scoppiate in aereo, la falsa e inaudita notizia risale a diversi anni fa, e la signora che simulò questo “incidente” al fine di truffare la sua assicurazione ne rispose penalmente.

Cosa risponderei se una mia paziente mi chiedesse se può volare con le protesi al seno? Credo che la inviterei semplicemente a riflettere sul fatto che su un volo di linea la pressione in cabina si mantiene costantemente a un valore simile a quello  che abbiamo in montagna, a 1.500/2.500 metri, provocandoci al massimo un lieve fastidio alle orecchie. E’ del tutto impossibile che nella cabina di un aereo avvenga una depressurizzazione tale da creare un danno, non tanto a un impianto mammario in silicone, ma al nostro organismo in generale!

Quindi la mia risposta sarebbe: “stai tranquilla, le protesi al seno non scoppiano in aereonon lasciarti suggestionare dalle credenze, ma rivolgiti sempre a un esperto se hai bisogno di chiarire un dubbio”.

La chirurgia estetica è un argomento di cui oggi si parla molto, ma spesso senza la necessaria competenza e chiarezza. E’ questo il motivo per cui molte persone nutrono tuttora ansie infondate, sui trattamenti chirurgici, ma anche su quelli estetici, frutto di notizie prive di un pur minimo fondamento scientifico, diffuse sul web, sui giornali e in televisione col solo scopo di sorprendere e interessare il pubblico.

Come professionista del settore so che gli impianti in silicone di ultima generazione e della migliore qualità sono creati e testati per resistere ad ogni tipo di sollecitazione. In quanto dispositivi medici, prima di poter essere approvati e immessi in commercio subiscono numerosi test, anche in vasca iperbarica, per verificare la loro resistenza all’usura, allo stress meccanico, a fortissime variazioni di pressione e impatti molto violenti, che nella realtà non potrebbero verificarsi neppure se la paziente con protesi subisse incidenti o cadute gravi.

Le protesi mammarie non “scoppiano” in aereo, perché non ne avrebbero alcun motivo, ma prima di tutto sono sicure, progettate per resistere nel tempo ad ogni prova. Questa consapevolezza deve accompagnare sempre le pazienti che hanno fatto l’intervento, per affrontare con tranquillità gli impegni quotidiani e soprattutto i normali screening, come la mammografia: nessun rischio di rompere la protesi, anche perché in questo caso la pressione esercitata è di due chili o poco più.         
La rottura, del resto, oggi è un evento estremamente raro, anche nel lungo termine, e comunque meno temibile di quanto potesse essere in passato, perché il robustissimo involucro multistrato della protesi contiene un gel altamente coesivo, che non si disperde nell’organismo, neppure in caso di danni accidentali.

Hai bisogno di altri approfondimenti? Chiamami in studio per fissare un consulto, o visita la pagina dedicata a questo argomento.

Tossina Botulinica in estate: cosa non fare dopo il trattamento

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Il trattamento estetico con la tossina botulinica di tipo A si può effettuare senza problemi anche nella stagione calda. I piccoli accorgimenti da osservare nelle ore successive al trattamento (che non limitano le normali attività quotidiane), servono soprattutto ad evitare il surriscaldamento e la vasodilatazione della zona trattata: sono validi, naturalmente, per tutto l’anno, ma in estate è ancora più importante non trascurarli.

Dopo l’infiltrazione di tossina botulinica non c’è alcuna necessità di interrompere il lavoro o gli impegni del giorno, anche perché questa sostanza è impiegata a livello locale e non ha alcun effetto sistemico, non influenza la concentrazione, la capacità di guida nè altri parametri di salute.

Proprio perché l’azione di questa sostanza deve limitarsi ai piccoli muscoli corrugatori, individuati con la massima precisione dal medico in fase di trattamento, è importante evitare la pur remota possibilità che possa diffondersi anche in piccola parte nelle aree limitrofe, con un risultato estetico non ottimale o eventuali effetti indesiderati.

Le semplici raccomandazioni da seguire devono essere sempre date dal medico che effettua il trattamento, perché alcune possono essere relative a fattori individuali del paziente, ad esempio l’assunzione di alcune categorie di farmaci.

In linea generale:

– è prudente evitare di sdraiarsi immediatamente dopo il trattamento, prima che il principio attivo si sia legato ai muscoli che lo hanno assorbito, ma anche massaggiare o strofinare il sito dell’iniezione.

– il giorno del trattamento e quello successivo è consigliabile non prendere il sole diretto sul viso, ma anche non fare il solarium o la sauna: l’obbiettivo è evitare il surriscaldamento e la conseguente vasodilatazione nella zona in cui la tossina botulinica sta iniziando ad agire.
Naturalmente si può lavare il viso senza alcun problema, fare la doccia con acqua tipedida, applicare il trucco con delicatezza, sempre evitando pressione o sfregamento.

– lo stesso principio vale per il lavoro fisico impegnativo o lo sport: queste attività, se particolarmente intense, possono aumentare molto la temperatura corporea, astenersi dal praticarle nelle prime 24-36 ore dal trattamento è un accorgimento utile, specialmente in estate.

Aumento del seno – cosa succede dopo?

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Il periodo di recupero dopo la mastoplastica additiva è una tappa importante nel percorso che una donna affronta per conquistare la silhouette tanto desiderata. Per ottenere il miglior risultato è importante durante la convalescenza seguire attentamente le istruzioni del chirurgo e sottoporsi ai controlli necessari.

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E’ arrivato il giorno in cui l’intervento, finalmente, è stato effettuato: tutto è andato per il meglio, anche grazie al rapporto di fiducia creato con il chirurgo, che ha permesso di pianificare al meglio ogni dettaglio. Che altro rimane da fare per allontanare ogni possibile complicanza e far sì che l’importante traguardo raggiunto si riveli soddisfacente sotto ogni aspetto?

Il momento del recupero post operatorio è estremamente importante, sia per la salute che per il conseguimento di un risultato estetico ottimale. Nel caso della mastoplastica additiva, la fase più importante di questo processo si completa in genere entro poche settimane, attraversando fasi successive, di cui è molto importante che siate informate e consapevoli:

– 24 ore dopo l’intervento è possibile avvertire disagio e qualche postumo dell’anestesia: è bene non aver fretta e osservare un giusto riposo, con un familiare o un amico vicino, per evitare di dover provvedere da sole a tutte le necessità, compresa l’assunzione dei farmaci eventualmente prescrittti.

– per uno/tre giorni potrebbe essere indicato continuare l’assunzione di farmaci antidolorifici, in questa fase infatti i seni sono gonfi e possono presentare lividi, è normale avvertire stanchezza generale e tensione nell’area operata.

– in seconda giornata si effettua il primo controllo dal chirurgo che vi ha operato, con rimozione degli eventuali drenaggi, che avviene in modo rapido e indolore

– una settimana circa dopo l’intervento si effettua un secondo controllo, per rimuovere i punti e controllare se la guarigione procede in modo corretto. E’ possibile in questo caso tornare al lavoro, indossando sempre un reggiseno contenitivo per non sottoporre l’area operata al peso e alla trazione. In caso si svolga un lavoro più attivo fisicamente, che comporta anche sollevare pesi, è consigliabile attendere un po’ più a lungo, le restrizioni riguardano anche sport come la corsa, da evitare almeno per un mese.

– a circa due settimane dall’intervento gonfiore e disagio sono quasi del tutto spariti, ma è normale che il seno resti un poco più gonfio e teso, questa situazione perdura anche per cinque/sei mesi, dopodiché il seno raggiunge la sua forma e dimensione definitiva, mostrandosi più morbido e naturale.

– nel corso di un intero anno dopo l’intervento continuerà il processo di guarigione, al termine del quale le cicatrici appariranno come sottilissime linee chiare. Sia che le incisioni siano state effettuate nel solco sottomammario che intorno all’areola, saranno poco visibili e rimarranno nascoste indossando la biancheria intima.
In alcuni casi, anche a seconda delle caratteristiche individuali della paziente, il processo di guarigione potrebbe essere più lungo: è essenziale controllare assiduamente le incisioni, proteggerle da agenti chimici, traumi e dalla luce solare diretta.

– per tutta la durata del processo di recupero il chirurgo e l’equipe medica devono essere per voi un punto di riferimento, fornire istruzioni per ottimizzare la guarigione, intervenire tempestivamente su ogni eventuale piccolo problema, per assicurare il miglior risultato possibile e il minor numero di complicazioni.

– negli anni a seguire, le donne che si sono sottoposte alla mastoplastica additiva continuano ad effettuare i normali screening, spesso con maggiore attenzione e assiduità, per il desiderio di controllare l’integrità delle proprie protesi: questo risulta essere un punto a favore nella prevenzione e lotta ai tumori mammari.
Le possibilità di rottura delle protesi o contrattura capsulare sono molto rare nei primi cinque anni dall’impianto, in seguito si attestano su percentuali bassissime: l’ecografia mammaria permette di individuare eventuali problemi, anche nel caso in cui non ci siano sintomi o fastidi. Fortunatamente, grazie alle caratteristiche delle protesi attuali, anche l’eventuale rottura non costituisce un rischio per la salute, ma richiede la sostituzione dell’impianto danneggiato.
Anche se oggi, grazie ai progressi tecnici e alla qualità dei materiali protesici, la possibilità che si verifichino certi eventi avversi è abbastanza remota, è importante in fase di consulto chiarire con il chirurgo ogni vostro dubbio e ottenere tutte le informazioni necessarie per scegliere con consapevolezza, fugando ansie e timori infondati.

 

Cellulite: quando la cavitazione medica rappresenta la scelta più adatta

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Con l’avvicinarsi dell’estate torna la preoccupazione per la nostra forma fisica. La cavitazione medica è una soluzione molto efficace e sicura per rimodellare il corpo, senza dover ricorrere alla liposuzione, ma è giusto ricorrere a questo trattamento quando il problema principale da combattere è la cellulite?

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La cellulite è un vero e proprio “disordine” a carico del tessuto superficiale e dello strato adiposo sottostante, che in condizioni normali funge da riserva energetica per il nostro organismo: seguendo una dieta che rende negativo il bilancio calorico quotidiano, i grassi accumulati dovrebbero essere rapidamente metabolizzati, ma in realtà questo avviene solo a condizione che nell’interno della massa adiposa vi sia una microcircolazione ottimale, e un’adeguata distribuzione delle molecole di grasso.

La cavitazione è un trattamento molto adatto per combattere la cellulite, sia in stadio iniziale, con pelle a buccia di arancia, che in stadio più avanzato, con presenza di micronoduli e di fibrosi. In questi casi, naturalmente, la competenza del personale medico a cui ci si affida è decisiva, sia ai fini del successo del trattamento che per evitare di mettere a rischio la propria salute.

In base alla mia esperienza nel trattamento della cellulite, ho constatato che i tessuti colpiti da questa alterazione possono essere trattati più efficacemente abbinando i vantaggi di due tecnologie, ultrasuoni e radiofrequenza, perché in questo modo all’eliminazione delle cellule adipose si abbina un forte effetto stimolante sul microcircolo, l’ossigenazione e la tonicità dei tessuti.
L’apparecchiatura ad ultrasuoni e radiofrequenza disponibile in studio, MC1 Multipower, ha funzionalità specifiche per il trattamento dei vari stadi di cellulite. Lo speciale manipolo, che durante la seduta alterna automaticamente potenze e frequenze diverse, effettua una sorta di massaggio meccanico sulla massa adiposa, con un duplice risultato: colpire e distruggere gli adipociti tramite l’effetto di cavitazione, riattivare la circolazione sanguigna distrettuale, aumentando l’ossigenazione dei tessuti. Lo smaltimento dei liquidi e delle tossine, principali responsabili della cellulite, attenua l’ edema e migliora visibilmente l’aspetto della cute. Per potenziare ulteriormente gli effetti, in alcuni casi il medico può abbinare alle sedute con il macchinario l’infiltrazione nel tessuto adiposo di appositi farmaci.

I vantaggi della cavitazione abbinata ad ultrasuoni nel trattamento della cellulite possono essere così riassunti:

– non è un sistema invasivo, provoca al massimo una sensazione di intenso calore, limitatamente alla prima fase della seduta in cui si applica una modalità “d’urto”
– riduce la circonferenza e migliora l’aspetto delle zone trattate senza chirurgia, quindi senza bisogno di anestesia e convalescenza
– è sicuro, perché non danneggia i vasi sanguigni, i nervi e il tessuto connettivo circostante, non ha fastidiosi effetti collaterali nè postumi
– è efficace, la riduzione del grasso localizzato e della cellulite in alcuni casi può essere visibile e misurabile già dopo il primo trattamento

I risultati raggiunti dopo un ciclo di sedute di cavitazione e ultrasuoni, che in fase iniziale si effettuano a distanza di una settimana l’una dall’altra, possono essere così sintetizzati:

riduzione della circonferenza dei fianchi, dell’addome, delle cosce e in generale di ogni area trattata, più evidente se il paziente abbina alle sedute una moderata attività fisica e adotta una dieta adeguata, bevendo molta acqua durante il giorno

distensione di cute e tessuti: insieme all’evidente perdita di centimetri, dona un visibile miglioramento dell’aspetto delle aree trattate, pelle più tonica e elastica grazie alla stimolazione del collagene

attenuazione della cute a buccia di arancia, dei noduli e della fibrosi che accompagna la cellulite in fase avanzata, grazie alla rottura dei setti fibrosi e dei noduli formatisi in profondità

minore ritenzione idrica, grazie alla riattivazione del microcircolo e del circolo linfatico.

Il consiglio è effettuare un approfondito consulto preliminare, per stabilire con certezza se la cavitazione può essere risolutiva nel nostro caso specifico, in caso affermativo creare un protocollo personalizzato e pianificare il numero di sedute necessarie, con i relativi costi.
Durante il consulto il medico si accerta che il trattamento sia idoneo e che non esistano controindicazioni specifiche, prendendo in considerazione i fattori più importanti, come lo stato di salute del paziente, l’età e le caratteristiche fisiche, gli eventuali problemi circolatori o ormonali che possono aver giocato un ruolo nella formazione della cellulite, la presenza di particolari condizioni o patologie in atto che potrebbero rendere il trattamento inefficace o dannoso per il paziente.