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Effetto “lifting” sulle mani con i trattamenti di ringiovanimento.

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Con il passare degli anni le nostre mani vanno incontro ad un naturale processo di invecchiamento, accelerato dalla costante esposizione agli agenti esterni, come raggi solari, sbalzi di temperatura, sostanze chimiche. La pelle che ne ricopre il dorso, un tempo compatta e distesa, si assottiglia sempre più a causa della perdita del grasso sottocutaneo, fino a mettere in evidenza vene, tendini e ossa. Sulla superficie cutanea appaiono macchie diffuse e, in alcuni casi, cheratosi attiniche o senili.
Cosa si può fare per riavere mani dall’aspetto più giovanile, senza rughe e macchie in evidenza che ci regalano un bel po’ di anni in più?

Innanzi tutto, per migliorare le caratteristiche di elasticità e compattezza è possibile ricorrere ad un trattamento biorivitalizzante senza aghi, il PRX T33. Si tratta di uno speciale “peeling” a base di acido tricloroacetico e perossido di idrogeno, che non è aggressivo sulla superficie cutanea ma penetra in profondità, andando a riattivare il turnover cellulare.
La “bioristrutturazione” delle mani si può effettuare anche in modo convenzionale, iniettando sotto la superficie cutanea, con sottilissimi aghi o micro cannule, soluzioni di acido ialuronico, aminoacidi e vitamine. Questa procedura risulta indolore, perché la superficie della mano è trattata preventivamente con un anestetico topico o locale.
Un ciclo di bioristrutturazione, che di solito prevede sei/dieci sedute a una settimana di distanza una dall’altra, è in grado di migliorare notevolmente il grado di idratazione della pelle che ricopre il dorso delle mani, l’elasticità e la texture, e può essere completato con sedute di radiofrequenza o con l’uso di filler riassorbibili, per un effetto riempitivo e volumizzante immediato.

Nei casi in cui il problema principale sia la pelle disidratata e spenta, costellata da macchie, la soluzione migliore è rappresentata da una speciale categoria di peeling, i “depigmentanti”, a base di  acido azelaico, tranexamico, arbutina, acido cogico e lattobionico.
Questi trattamenti servono soprattutto per uniformare il colorito della pelle, eliminando le cosiddette macchie senili, ma anche per restituirle compattezza e renderla più vitale.
Il primo trattamento ha la durata di mezz’ora circa e si esegue in ambulatorio, dopodiché la paziente prosegue a casa la cura per alcune settimane, con l’applicazione di creme specifiche che gradualmente ottimizzano e stabilizzano il risultato.

Se si desidera ottenere un vero e proprio effetto lifting, tuttavia, è possibile intervenire contemporaneamente su tutti i segni dell’invecchiamento delle mani: assottigliamento della pelle del dorso, che causa la “scheletrizzazione”, pelle secca e rugosa, macchie cutanee. La soluzione definitiva è il lipofilling, basato sul trasferimento di cellule adipose prelevate da un’area del corpo in cui sono presenti in abbondanza. Il grasso trasferito alla mano dona un risultato estremamente naturale e duraturo, senza il rischio di complicazioni o allergie. All’effetto di riempimento naturale, che ripristina l’aspetto morbido di una mano giovanile, si unisce una vera e propria rigenerazione della pelle, grazie alla presenza nel grasso trapiantato di un’elevata quantità di cellule staminali multipotenti.
Questo intervento è scarsamente invasivo e ha la durata di un’ora circa, si effettua in anestesia locale e non prevede cicatrici.