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Dalla liposuzione alla mastoplastica additiva, la Chirurgia estetica può aiutarti.

La Chirurgia Plastica Estetica

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Il ringiovanimento del viso “al maschile”.

· Medicina estetica, News · Comments Off on Il ringiovanimento del viso “al maschile”.

Da alcuni anni ormai i trattamenti medico-estetici per mantenersi in forma e ritardare l’invecchiamento non sono più appannaggio esclusivo delle donne. Un numero sempre crescente di uomini sceglie di valorizzare e migliorare il proprio aspetto esteriore, alla ricerca di risultati naturali e in linea con le proprie caratteristiche di “mascolinità”.

Oggi diamo all’estetica una maggiore rilevanza rispetto al passato, specialmente in alcuni ambiti lavorativi e sociali in cui è importante potersi presentare sempre al meglio, evitando che il nostro sguardo tradisca i primi segni di stanchezza e invecchiamento.

Le moderne tecniche di medicina estetica e i materiali che impieghiamo attualmente ci permettono di ottenere ottimi risultati, donando al viso un aspetto più giovanile e fresco senza alterare in alcun modo i lineamenti e l’espressività, anche nell’uomo, che spesso nella vita quotidiana non si cura affatto della sua pelle.
Proprio per questo il primo passo importante è restituire al viso l’idratazione ottimale, con trattamenti biorivitalizzanti a base di acido ialuronico e altre preziose sostanze naturali che, agendo in sinergia, “risvegliano” il metabolismo cutaneo e prevengono l’ossidazione e l’invecchiamento contrastandolo alla base.

Questi trattamenti bioristrutturanti, da ripetere periodicamente una o due volte all’anno, sono utili di per sé per mantenere la pelle più sana, tonica e compatta, ma rappresentano anche la miglior preparazione ai trattamenti più specifici per l’eliminazione delle linee espressive e delle rughe e depressioni più profonde, che in questo modo avranno risultati migliori e più duraturi.

Impiegando prodotti sicuri ed efficaci a base di tossina botulinica di tipo A, approvati anche dalla FDA americana, possiamo creare un naturale effetto di ringiovanimento dell’area superiore del viso e della zona perioculare. Questo principio attivo, infatti, ha il potere di inibire temporaneamente l’eccessiva contrazione di alcuni muscoli espressivi, che creano rugosità intorno all’occhio, rughe glabellari e frontali ed un abbassamento più o meno accentuato del sopracciglio, che rende il nostro sguardo spento e poco vitale.
Gli effetti della tossina botulinica di tipo A sono transitori e completamente reversibili, di solito si mantengono per quattro mesi circa, dopodiché si può ripetere il trattamento senza rischi o effetti indesiderati.

Per contrastare il cedimento, la perdita di volume e le rughe profonde del terzo medio inferiore del viso invece, il rimedio più efficace e sicuro è il filler, un materiale “riempitivo” che può essere sia a base di acido ialuronico che di altre sostanze biocompatibili e riassorbibili. Esistono oggi molti prodotti con caratteristiche diverse, che si adattano alle molteplici esigenze e sono caratterizzati da tempi di riassorbimento variabili, che vanno da tre mesi a oltre un anno.

E’ importante sottolineare, specialmente per il pubblico maschile, che l’uso di questi prodotti offre un effetto di ringiovanimento del tutto naturale, senza vistosi cambiamenti, che è visibile immediatamente dopo la seduta, tranne che per la tossina botulinica che manifesta i suoi effetti dopo una settimana circa.
I trattamenti estetici ambulatoriali sono quasi del tutto indolori, richiedono pochi minuti e al termine si possono riprendere le normali attività, rappresentano perciò un’ottima alternativa “mini invasiva” e meno costosa rispetto ad alcuni interventi di chirurgia estetica per il ringiovanimento del viso.

Addio per sempre alle borse e alle palpebre cadenti, grazie alla blefaroplastica

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Gli occhi sono un elemento fortemente caratterizzante del volto, la parte più mutevole ed espressiva, che rispecchia ogni nostra emozione e stato d’animo.
La pelle delicata e sottile dell’area perioculare, sollecitata dall’incessante attività dei muscoli mimici del volto, perde tono più precocemente rispetto ad altri distretti del viso, le palpebre tendono a rilassarsi e raggrinzirsi e lo sguardo si fa meno aperto e più “stanco”, facendoci apparire in molti casi più vecchi di quanto lo siamo realmente.
Questo processo naturale, che si può verificare in tempi e modi diversi a seconda delle caratteristiche personali di ognuno di noi, oltre a penalizzare l’aspetto estetico del viso nel suo insieme può causare fastidi e limitazioni, quando l’eccesso di cute nella palpebra superiore è tale da limitare il campo visivo e stancare la vista.
L’intervento di blefaroplastica si effettua per eliminare l’eccesso di cute (e talvolta grasso) dalla zona perioculare, ripristinando l’aspetto naturale delle palpebre, senza alterare i lineamenti e l’espressività del viso, in modo da restituire al paziente uno sguardo più vivace e giovanile.
Questo intervento è molto ben tollerato, si può effettuare ad ogni età e la convalescenza solitamente è breve e non fastidiosa; se interessa palpebre inferiori e superiori (blefaroplastica completa) ha una durata variabile da una a due ore circa, si svolge in anestesia locale con sedazione, in modo che il paziente sia sveglio e collaborativo durante l’intervento, senza però avvertire ansia né  dolore.
Il post intervento è una fase molto importante ai fini della buona riuscita della blefaroplastica, per facilitare la guarigione e evitare complicazioni è utile attenersi ad alcune semplici indicazioni, come dormire con la testa sollevata da più cuscini per qualche giorno, finché la normale reazione di gonfiore e edema si attenua spontaneamente, evitare di esporsi a fonti di calore e alle radiazioni solari, fintanto che i tessuti non hanno recuperato la piena normalità.
Il risultato estetico di una blefaroplastica ben eseguita è già visibile pochi giorni dopo l’intervento, ma si può apprezzare pienamente solo dopo alcuni mesi; i vantaggi ottenuti si mantengono nel tempo, anche se naturalmente non si può arrestare il normale processo di invecchiamento.

La mastoplastica additiva

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Aumentare le dimensioni del proprio seno è un desiderio comune a molte donne. Oggi anche in Italia l’intervento di mastoplastica additiva è fra quelli maggiormente praticati dai chirurghi estetici, con risultati sempre più naturali e sicuri. Il Dott. Fabio Quercioli, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica a Firenze, ci aiuta a fare il punto sugli aspetti più importanti che le donne devono conoscere, per fare una scelta veramente consapevole.
"Non di rado le pazienti che entrano nel mio studio hanno già un’idea precisa del seno che desiderano ottenere, che può ispirarsi alla foto di un personaggio famoso, o magari al risultato ottenuto da un’amica a cui vorrebbero somigliare” spiega il Dott. Quercioli “in realtà l’aspetto del décolleté è legato alle caratteristiche fisiche proprie di ogni donna, che vanno assecondate e rispettate, senza inseguire risultati standardizzati”.
Nella scelta delle protesi, perciò, è importante considerare i desideri della paziente, ma anche adattarli alle sue reali caratteristiche e misure corporee, in modo da evitare complicazioni e risultati innaturali: "di solito una donna molto magra non possiede per natura un grosso seno” spiega Quercioli “c’è da considerare il rischio che, oltre ad apparire “innaturale”, un seno di dimensioni eccessive nel tempo possa creare problemi a causa del peso e dell’ingombro, spingendo la paziente a effettuare un secondo intervento con protesi più piccole”.
Oggi esiste la possibilità di testare, mediante appositi reggiseni in cui si inseriscono protesi di prova, quale possa essere l’effetto estetico e la sensazione che si avrà dopo l’operazione.
Saper interpretare e rispettare le aspettative della paziente è importante, ma il compito di un bravo chirurgo plastico è anche farle capire l’importanza dell’equilibrio e dell’armonia: il corpo cambia nel tempo, un seno prorompente desiderato da giovanissime potrebbe diventare un problema dopo i 40 anni” conclude il Dott. Quercioli.
La scelta del tipo di protesi è determinante non solo per il risultato estetico, ma anche e soprattutto per la sicurezza della donna, dal momento che l’impianto farà parte del suo corpo per il resto della vita dopo l’intervento. "Oggi in commercio è disponibile un’ampia offerta di impianti mammari, le pazienti devono essere informate sulla scelta del chirurgo a cui decidono di affidarsi” precisa Quercioli “le migliori protesi offrono performance impensabili fino a pochi anni fa, cicatrici ridotte per il loro inserimento, intervento più rapido, minor disagio post operatorio, consistenza ottimale,  ma soprattutto la garanzia a vita contro ogni eventuale evento avverso, che conferma la serietà del produttore”.

Per un colorito uniforme e senza macchie, scegli i trattamenti migliori!

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Tanti mesi al sole, e adesso di fronte allo specchio il viso non ci appare fresco e luminoso come avremmo voluto, il colorito sembra spento, con qualche macchia scura che purtroppo “ci invecchia”: sono gli effetti dell’esposizione alle radiazioni ultraviolette, che accentuano il processo fisiologico di invecchiamento della pelle. Cosa fare?

Le “macchie” appaiono a causa di un accumulo di melanina localizzato più o meno in profondità negli strati della cute.
Questo pigmento è prodotto naturalmente dalla nostra pelle come difesa quando ci si espone al sole ma, per una serie di cause che ne alterano i normali equilibri, può accumularsi, causando le cosiddette lesioni melaniche.
L’età è uno dei fattori che maggiormente predispongono all’insorgenza di macchie, ma anche varie malattie, disfunzioni ormonali o farmaci. Spesso le macchie appaiono in seguito a uno stato infiammatorio della cute, che può essere causato da una scottatura solare, da una semplice abrasione superficiale, dall’acne o da un trattamento di peeling o laser non correttamente eseguito.

Fortunatamente le macchie possono essere completamente eliminate, in maniera sicura, con trattamenti ambulatoriali specifici, che devono sempre essere consigliati da uno specialista, in base alle caratteristiche della pelle, e effettuati in centri specializzati con prodotti e apparecchiature di qualità, per non esporsi inutilmente al rischio di non risolvere o addirittura peggiorare la situazione.

Uno dei trattamenti d’elezione per le macchie è Dermamelan®, un peeling chimico dalla formula esclusiva, creato per adattarsi ad ogni tipo di pelle e ogni fototipo.
La prerogativa di Dermamelan® è quella di intervenire direttamente sulla causa dell’ iperpigmentazione, andando ad inibire l’enzima responsabile dell’accumulo del pigmento scuro nei melanosomi, la Tirosinasi.
Questo peeling, molto ben tollerato da ogni tipo di pelle, provoca una delicata esfoliazione dello strato corneale della cute, rimuovendo i depositi di melanina e riducendo nettamente le macchie cutanee fin dalla prima seduta, ma non solo: nella sua formula è contenuto il fattore K, una sostanza coperta da brevetto, che migliora la texture cutanea, attenuando i pori dilatati, dona elasticità e luminosità della pelle, ha un potente effetto antiossidante che combatte l’azione dei radicali liberi e infine stimola la produzione di collagene e elastina: un vero e proprio trattamento di bellezza che si aggiunge ai benefici del peeling.
Dermamelan® è un trattamento indolore e privo di effetti collaterali, che richiede circa mezz’ora, si completa con un semplice protocollo domiciliare e può essere ripetuto fino a tre volte (nei casi più gravi), con cadenza mensile.

Risultati altrettanto ottimi nella guerra alle macchie si possono ottenere anche con un “resurfacing cutaneo” effettuato in ambulatorio con il laser Co2 Frazionato. Questo trattamento risulta molto più delicato e privo di effetti collaterali rispetto ad una dermoabrasione tradizionale, in quanto il laser permette un’azione selettiva, diretta solo agli accumuli melanici, che non danneggia il tessuto cutaneo.
Il risultato, dopo una sola seduta di resurfacing con laser Co2 Frazionato, è un colorito uniforme,  la superficie cutanea più liscia e omogenea, la pelle visibilmente più compatta, come rigenerata. Talvolta, per migliorare ulteriormente e rendere più duraturi gli effetti del resurfacing si effettua, dopo pochi giorni, un trattamento  bioristrutturante, che serve a stimolare ulteriormente la produzione di collagene negli strati profondi della cute.

Per ulteriori informazioni sul trattamento delle macchie e delle discromie cutanee, prenota un consulto personalizzato con il Dott. Quercioli.

Dopo il sole estivo, la biorivitalizzazione ti “salva la pelle”!

· Medicina estetica, News · Comments Off on Dopo il sole estivo, la biorivitalizzazione ti “salva la pelle”!

Durante la bella stagione la nostra pelle è sottoposta a un forte stress, dovuto alla continua esposizione alle radiazioni solari. Quando il tono dorato e uniforme conquistato in vacanza se ne va, notiamo che la pelle appare spenta e disidratata. La soluzione è in un trattamento semplice, indolore e privo di controindicazioni, che assicura subito ottimi risultati.

E’ noto ormai a tutti che, fra i vari fattori che contribuiscono all’invecchiamento cutaneo, la fotoesposizione ha un ruolo importante. Nonostante le precauzioni e l’uso di filtri solari adeguati, la pelle dopo l’estate si mostra inaridita, il colorito spento e non uniforme.
Il trattamento più indicato per restituirle al più presto salute e vitalità, ripristinando una condizione di idratazione ottimale, è la biorivitalizzazione, che non a caso è considerata una delle risorse basilari della medicina estetica di oggi: indispensabile per prevenire lo stress ossidativo, mantenendo più a lungo possibile la naturale bellezza della pelle, ma anche preparazione ideale prima di qualsiasi altro trattamento, come filler o tossina botulinica.

La biorivitalizzazione non segue un protocollo standard, perché deve rispondere alle esigenze specifiche di ogni paziente, secondo l’età e le condizioni della pelle.
Sulle pelli giovani, la biorivitalizzazione è utile per mantenere un livello di idratazione ottimale, perché la pelle resti sana e vitale il più a lungo possibile, ritardando la comparsa delle piccole rughe espressive e dei primi segni dell’invecchiamento.
Sulle pelli più mature, la biorivitalizzazione è indispensabile per contrastare l’assottigliamento e la disidratazione della cute, grazie all’acido ialuronico, che ha la prerogativa di attrarre e trattenere molte molecole di acqua, ma anche per combattere i danni dei radicali liberi e stimolare il metabolismo naturale della cute, migliorando la sintesi del collagene.

Di solito consiglio cicli di 5/6 trattamenti biorivitalizzanti, che possono essere anche ripetuti a distanza di qualche mese. Durante le brevi sedute ambulatoriali, che permettono l’immediata ripresa delle normali attività, vado ad infiltrare nelle aree da trattare sostanze naturali, biocompatibili e del tutto riassorbibili: acido ialuronico, aminoacidi, mix di sostanze antiossidanti e stimolatori del collagene per le pelli più invecchiate.
La tecnica di infiltrazione, che risulta indolore, perché effettuata con un microago, può essere il picotage (tante piccole punturine su viso, collo e décolletè) oppure il tunnel, per i trattamenti più profondi di “bioristrutturazione” sulle pelli mature.
In alternativa è possibile ricorrere al “PRX-T33”, un trattamento ambulatoriale che non prevede l’uso di aghi e consiste nell’applicazione su viso, collo e décolleté di un gel dalla formula non aggressiva, privo di effetti indesiderati, dotato di uno straordinario effetto biorivitalizzante.
Consiglio anche in questo caso 3/5 sedute, da effettuare a distanza di una decina di giorni l’una dall’altra.

Se desideri contrastare alla radice, in modo del tutto naturale, il processo di invecchiamento della pelle, non solo di viso, collo, décolleté, ma anche di molte altre aree “critiche” del corpo, come il seno, il dorso delle mani, le braccia, l’interno cosce o la pancia, prenota subito un consulto per conoscere il trattamento di biorivitalizzazione di cui la tua pelle ha bisogno!

Liposuzione addome: il post operatorio e i tempi di recupero

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Liposuzione dell’addome, che tempi di recupero richiede?

Gli accumuli adiposi nella regione addominale sono piuttosto comuni, e purtroppo in molti casi difficili da debellare, nonostante la dieta e l’esercizio fisico. Per recuperare un addome piatto in alcuni casi può essere sufficiente una liposuzione localizzata, che è possibile effettuare anche in anestesia locale.
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Quando siamo di fronte a inestetismi dell’addome particolarmente gravi, ad esempio dopo gravidanze multiple o ingenti perdite di peso, che hanno lasciato una quantità di tessuto rilassato in eccesso, è necessario quasi sempre effettuare l’addominoplastica, un intervento che prevede, oltre che l’aspirazione del grasso in eccesso, il riposizionamento dei tessuti cutanei e in alcuni casi il rafforzamento della muscolatura addominale.

Se invece il problema della “pancia” si limita ad un eccessivo accumulo di grasso, mentre il tessuto cutaneo è sufficientemente compatto e elastico, la liposuzione può essere risolutiva.

Una liposuzione circoscritta all’area addominale è un intervento di minore entità rispetto a un’addominoplastica completa,  e la convalescenza è più breve e meno impegnativa per il paziente, che solitamente è in grado di riprendere le normali attività dopo una settimana circa.
Rispetto all’addominoplastica, inoltre, la liposuzione dell’addome non comporta cicatrici visibili, perché il grasso viene aspirato con sottilissime cannule.

L’aspirazione del tessuto adiposo richiede di solito una semplice anestesia locale con sedazione, e alcuni giorni di riposo dopo l’intervento, per dar modo ai tessuti di normalizzarsi. E’ molto importante che nel post operatorio il paziente segua attentamente le indicazioni del medico, evitando sforzi eccessivi e indossando sempre l’apposita guaina compressiva, che favorisce il drenaggio dei liquidi e il recupero della tonicità.

Per maggiori informazioni consulta la pagina http://www.lachirurgiaplasticaestetica.it/chirurgia-estetica/liposuzione/, o chiedi una consulenza personalizzata al Dott. Quercioli.

La liposuzione a ultrasuoni senza bisturi. Per chi è indicata?

· Chirurgia estetica, News · Comments Off on La liposuzione a ultrasuoni senza bisturi. Per chi è indicata?

Sconfiggere le adiposità localizzate con gli ultrasuoni: un’alternativa alla liposuzione?

Nella guerra all’adipe localizzato la liposuzione non è l’unica strategia vincente.
I pazienti che per motivi di salute o per scelta personale non vogliono ricorrere alla chirurgia possono contare sulle apparecchiature medicali a ultrasuoni, oggi sempre più efficaci e sicure, che permettono in molti casi di ottenere risultati di tutto rispetto.
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Il trattamento ambulatoriale di elezione per eliminare gli accumuli di adipe e rimodellare varie parti del corpo si chiama cavitazione.
La cavitazione non offre un risultato drastico e immediato, in un’unica seduta, come invece avviene con la liposcultura, ma prevede un ciclo di almeno 6 sedute, che generalmente su svolgono con cadenza settimanale.
Questa metodica, se effettuata da personale esperto e competente con apparecchiature medicali di ultima generazione, risulta estremamente efficace, in special modo se il paziente abbina al trattamento una dieta adeguata e una leggera attività fisica.

Ogni seduta di cavitazione dura circa un’ora, è indolore e si effettua con uno speciale manipolo che diffonde nell’area da trattare ultrasuoni a bassissima frequenza. Le cellule adipose colpite dagli ultrasuoni si “svuotano”, provocando la fuoriuscita di acidi grassi, che vengono gradualmente metabolizzati dall’organismo nelle ore e nei giorni seguenti.
Generalmente, con un ciclo di trattamenti è possibile ottenere risultati ottimi e duraturi, in modo graduale e senza la necessità di interrompere le normali attività.

Per maggiori informazioni consulta la pagina http://www.lachirurgiaplasticaestetica.it/laser-e-tecnologie/cellulite-e-adiposita/, o chiedi una consulenza personalizzata al Dott. Quercioli.

RINOPLASTICA: NON SOLO “PER BELLEZZA”

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Le richieste dei pazienti non sempre riguardano l’aspetto estetico del naso, che può apparire troppo lungo, grosso o ricurvo, e quindi non in armonia con i tratti del volto, ma anche presentare problematiche di tipo funzionale, che ostacolano la corretta funzionalità respiratoria.

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Rinoplastica o rinosettoplastica?
In termini tecnici, l’intervento di rinoplastica è quello che effettuiamo per migliorare l’aspetto estetico del naso, rimodellandone le parti ossee e cartilaginee, mentre, nei casi in cui dobbiamo intervenire su una deviazione del setto nasale o un’ ipertrofia dei turbinati, si parla più propriamente di rinosettoplastica.
Senza alcun dubbio il naso è uno degli aspetti più caratterizzanti del nostro viso, e un intervento che ne migliori l’aspetto, restituendo armonia alle proporzioni, ha quasi sempre un risvolto positivo anche sull’autostima e la vita di relazione del paziente.

Il “naso lungo”, o percepito come tale dal paziente
Sono vari gli inestetismi che possono spingerci a ricorrere alla rinoplastica. Fra i difetti più odiati, ad esempio, la presenza di una “gobba” sul dorso del naso, che il paziente nota osservando il suo profilo allo specchio. In altri casi, il problema più vistoso può essere l’eccessiva larghezza della piramide nasale, che ci appare ancor più marcata e evidente quando ci vediamo in foto, o la punta, grossa e inclinata verso il basso.
Un prototipo di naso esteticamente poco gradevole, per fare un altro esempio, è il “naso lungo”, intendendo con questo termine non la sua lunghezza vera e propria, che va dall’origine, nell’area frontale, al confine con il labbro superiore, ma piuttosto la sua altezza, in altre parole la proiezione della punta, che normalmente non dovrebbe oltrepassare la proporzione di un terzo rispetto alla lunghezza.
La proiezione eccessiva della punta rende il naso disarmonico e influenza l’aspetto globale del viso.

Il naso traumatizzato
Merita un discorso a parte il ripristino delle caratteristiche estetiche e della corretta funzionalità di un naso che è stato gravemente traumatizzato.
In questo caso l’intervento chirurgico serve sia a rimodellare le strutture ossee e cartilaginee del naso che a ripristinare la funzione respiratoria, che spesso risulta compromessa (rinosettoplastica).
Questo intervento può essere un po’ più lungo e complesso rispetto alla sola correzione estetica, ma offre risultati ottimi e molto naturali.

La corretta pianificazione dell’intervento
Indipendentemente dal fatto che la rinoplastica sia effettuata a fini estetici o funzionali, la visita pre operatoria è un passo importante.
Durante il primo consulto, oltre a valutare le caratteristiche specifiche, le condizioni generali di salute e la funzionalità del naso del suo paziente, il chirurgo plastico ascolta e comprende tutti gli aspetti che per lui sono importanti.
Al di là di una valutazione oggettiva dei vari parametri estetici e funzionali, occorre dare un giusto rilievo ai desideri ed alle aspettative del paziente, che può percepire alcune caratteristiche del suo naso più inadeguate e inaccettabili di altre, in base alla sua sensibilità individuale.

Per approfondimenti: www.lachirurgiaplasticaestetica.it/chirurgia-estetica/naso/

LA RINOPLASTICA PER IL NASO A PATATA

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Correzione del naso: quando il problema è la punta

Nel gergo comune si definisce “naso a patata” un naso non sempre sproporzionato o curvo, ma che presenta una punta grossa e larga.
Questa forma particolare del naso influenza negativamente l’estetica del volto, e in molti casi è sufficiente per motivare il paziente a rivolgersi al chirurgo plastico, alla ricerca di una soluzione definitiva.

Correggere la punta del naso non comporta problemi particolari, anche se è necessaria abilità e esperienza da parte del chirurgo affinché la correzione di una parte così delicata e importante sul piano estetico risulti equilibrata e naturale.
L’intervento che interessa solo una parte della piramide nasale ha una durata minore rispetto ad una correzione generale, e il recupero post operatorio di conseguenza è più rapido e meno impegnativo per il paziente.

Per correggere la punta del naso in alcuni casi è utile impiegare la tecnica aperta, che consente al chirurgo una visione chiara del campo operatorio, e la possibilità di intervenire in maniera estremamente delicata e precisa.
La tecnica aperta comporta la presenza di piccoli punti di sutura nell’area di cartilagine e pelle che divide le due narici, con cicatrici che dopo la guarigione risultano praticamente invisibili.

Per maggiori informazioni sull’intervento di rinoplastica, consulta la pagina http://www.lachirurgiaplasticaestetica.it/chirurgia-estetica/naso/, o chiedi una consulenza personalizzata al Dott. Quercioli.

3° Corso Aicpe 2017 – Mastoplastiche Additive Secondarie: strategie e tecniche chirurgiche a confronto

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Pochi giorni fa sono stato invitato a partecipare a un interessante corso di aggiornamento, organizzato dall’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), presso il Presidio Ospedaliero Villa Letizia, a L’Aquila.

Obbiettivo del corso, aggiornare i chirurghi specialisti che effettuano interventi ricostruttivi o estetici sulla mammella, sulle più recenti strategie di approccio chirurgico ai casi più complessi di “mastoplastica secondaria”, ossia i casi in cui si interviene per correggere problematiche insorte dopo un primo intervento.

Insieme a specialisti a livello nazionale, è stato possibile avere un’esperienza diretta su tre casi reali di complicazioni post intervento, che sono stati analizzati con i necessari strumenti diagnostici e corretti grazie alle tecniche più avanzate e le nuove strategie, che offrono vantaggi concreti.
I progressi costanti nelle tecniche con cui si effettua la mastoplastica additiva sono dovuti all’enorme casistica di cui possiamo disporre, dal momento che questo intervento estetico è il più eseguito nel mondo.
Altrettanto possiamo affermare al riguardo ai materiali protesici in silicone: oggi le protesi mammarie vengono vendute in milioni di esemplari all’anno, sia per gli interventi a fini estetici che per quelli ricostruttivi, post chirurgia oncologica.

Rispetto al passato, le protesi mammarie attuali sono caratterizzate da un profilo di sicurezza elevatissimo, e le possibili complicanze a breve e a lungo termine hanno un’incidenza ormai molto ridotta.
Questo con significa che la ricerca della protesi mammaria “ideale” non continui, per migliorare ulteriormente la qualità dei risultati estetici e garantire la massima sicurezza alle pazienti che decidono di operarsi.
Ci sono ormai milioni di donne nel mondo soddisfatte di aver ritrovato maggior serenità e autostima, correggendo l’aspetto del loro seno con la mastoplastica additiva o la mastopessi con impianto di protesi, anche se nell’enorme casistica dobbiamo confrontarci con alcuni effetti indesiderati e complicanze.

L’aggiornamento è importante in ogni settore, ma in special modo nella mia professione di chirurgo plastico è fondamentale il confronto con altri colleghi specialisti e la formazione costante, per stare al passo con i progressi e le innovazioni tecniche che tendono sempre maggiormente alla minore invasività e alla tutela degli aspetti legati alla salute e sicurezza dei pazienti.