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Dalla liposuzione alla mastoplastica additiva, la Chirurgia estetica può aiutarti.

La Chirurgia Plastica Estetica

Chirurgia estetica

Le protesi mammarie scoppiano in aereo?

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Anche se oggi di chirurgia estetica si parla fin troppo, ci sono ancora persone che nutrono timori infondati su alcune procedure e interventi, fra cui anche l’aumento del seno.
Spesso è successo che, per il desiderio di sorprendere e interessare i lettori, i giornali ed il web abbiano diffuso notizie prive di un pur minimo fondamento scientifico, una delle più inverosimili è la possibilità che una protesi mammaria possa “esplodere” durante un volo aereo.

Cosa risponderei ad una paziente che mi chiede rassicurazioni in merito? Penso che la inviterei a fare da sola una riflessione, usando il buon senso anziché lasciarsi suggestionare: su un aereo di linea, grazie alla pressurizzazione, la pressione è sempre sotto controllo e paragonabile a un’altitudine di circa 1.500 metri, con lievi e graduali oscillazioni quando l’aereo cambia quota. Di solito non ci accorgiamo neppure di questi piccoli cambiamenti, se non talvolta per un lieve fastidio alle orecchie, figuriamoci come potrebbero danneggiare le protesi in silicone, create per resistere ad ogni tipo di sollecitazione e perfino allo schiacciamento!

Bisogna considerare anche che le protesi in silicone, che spesso provengono dall’estero, viaggiano nella stiva, non pressurizzata, senza che ciò influenzi minimamente la loro integrità: la pressione infatti, che diminuisce via via che l’aereo sale in quota, non ha alcun effetto negativo sugli impianti mammari e sul gel di silicone in essi contenuto.

E’ importante sapere che le protesi di ultima generazione e della migliore qualità, prima di poter essere approvate e immesse in commercio, subiscono in quanto presidi medici numerosi test, alcuni in vasca iperbarica, per verificare la loro resistenza all’usura, allo stress meccanico, a fortissime variazioni di pressione e impatti molto violenti, che nella realtà non potrebbero verificarsi neppure se la paziente con protesi subisse incidenti o cadute gravi.

Le donne devono essere correttamente informate, non avere timore in nessuna situazione e affrontare con serenità anche la mammografia, che genera una pressione di appena 2 chili e non può in nessun caso provocare la rottura o il danneggiamento degli impianti mammari.
La rottura, del resto è un evento estremamente raro, anche nel lungo termine, e oggi meno temibile di quanto potesse essere in passato, perché il gel contenuto all’interno del robustissimo involucro multistrato possiede speciali caratteristiche di coesività, che fanno sì che resti nella sua sede, senza disperdersi nell’organismo, anche in caso di danni accidentali.

Tossina Botulinica in estate: cosa non fare dopo il trattamento

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Il trattamento estetico con la tossina botulinica di tipo A si può effettuare senza problemi anche nella stagione calda. I piccoli accorgimenti da osservare nelle ore successive al trattamento (che non limitano le normali attività quotidiane), servono soprattutto ad evitare il surriscaldamento e la vasodilatazione della zona trattata: sono validi, naturalmente, per tutto l’anno, ma in estate è ancora più importante non trascurarli.

Dopo l’infiltrazione di tossina botulinica non c’è alcuna necessità di interrompere il lavoro o gli impegni del giorno, anche perché questa sostanza è impiegata a livello locale e non ha alcun effetto sistemico, non influenza la concentrazione, la capacità di guida nè altri parametri di salute.

Proprio perché l’azione di questa sostanza deve limitarsi ai piccoli muscoli corrugatori, individuati con la massima precisione dal medico in fase di trattamento, è importante evitare la pur remota possibilità che possa diffondersi anche in piccola parte nelle aree limitrofe, con un risultato estetico non ottimale o eventuali effetti indesiderati.

Le semplici raccomandazioni da seguire devono essere sempre date dal medico che effettua il trattamento, perché alcune possono essere relative a fattori individuali del paziente, ad esempio l’assunzione di alcune categorie di farmaci.

In linea generale:

– è prudente evitare di sdraiarsi immediatamente dopo il trattamento, prima che il principio attivo si sia legato ai muscoli che lo hanno assorbito, ma anche massaggiare o strofinare il sito dell’iniezione.

– il giorno del trattamento e quello successivo è consigliabile non prendere il sole diretto sul viso, ma anche non fare il solarium o la sauna: l’obbiettivo è evitare il surriscaldamento e la conseguente vasodilatazione nella zona in cui la tossina botulinica sta iniziando ad agire.
Naturalmente si può lavare il viso senza alcun problema, fare la doccia con acqua tipedida, applicare il trucco con delicatezza, sempre evitando pressione o sfregamento.

– lo stesso principio vale per il lavoro fisico impegnativo o lo sport: queste attività, se particolarmente intense, possono aumentare molto la temperatura corporea, astenersi dal praticarle nelle prime 24-36 ore dal trattamento è un accorgimento utile, specialmente in estate.

Aumento del seno – cosa succede dopo?

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Il periodo di recupero dopo la mastoplastica additiva è una tappa importante nel percorso che una donna affronta per conquistare la silhouette tanto desiderata. Per ottenere il miglior risultato è importante durante la convalescenza seguire attentamente le istruzioni del chirurgo e sottoporsi ai controlli necessari.

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E’ arrivato il giorno in cui l’intervento, finalmente, è stato effettuato: tutto è andato per il meglio, anche grazie al rapporto di fiducia creato con il chirurgo, che ha permesso di pianificare al meglio ogni dettaglio. Che altro rimane da fare per allontanare ogni possibile complicanza e far sì che l’importante traguardo raggiunto si riveli soddisfacente sotto ogni aspetto?

Il momento del recupero post operatorio è estremamente importante, sia per la salute che per il conseguimento di un risultato estetico ottimale. Nel caso della mastoplastica additiva, la fase più importante di questo processo si completa in genere entro poche settimane, attraversando fasi successive, di cui è molto importante che siate informate e consapevoli:

– 24 ore dopo l’intervento è possibile avvertire disagio e qualche postumo dell’anestesia: è bene non aver fretta e osservare un giusto riposo, con un familiare o un amico vicino, per evitare di dover provvedere da sole a tutte le necessità, compresa l’assunzione dei farmaci eventualmente prescrittti.

– per uno/tre giorni potrebbe essere indicato continuare l’assunzione di farmaci antidolorifici, in questa fase infatti i seni sono gonfi e possono presentare lividi, è normale avvertire stanchezza generale e tensione nell’area operata.

– in seconda giornata si effettua il primo controllo dal chirurgo che vi ha operato, con rimozione degli eventuali drenaggi, che avviene in modo rapido e indolore

– una settimana circa dopo l’intervento si effettua un secondo controllo, per rimuovere i punti e controllare se la guarigione procede in modo corretto. E’ possibile in questo caso tornare al lavoro, indossando sempre un reggiseno contenitivo per non sottoporre l’area operata al peso e alla trazione. In caso si svolga un lavoro più attivo fisicamente, che comporta anche sollevare pesi, è consigliabile attendere un po’ più a lungo, le restrizioni riguardano anche sport come la corsa, da evitare almeno per un mese.

– a circa due settimane dall’intervento gonfiore e disagio sono quasi del tutto spariti, ma è normale che il seno resti un poco più gonfio e teso, questa situazione perdura anche per cinque/sei mesi, dopodiché il seno raggiunge la sua forma e dimensione definitiva, mostrandosi più morbido e naturale.

– nel corso di un intero anno dopo l’intervento continuerà il processo di guarigione, al termine del quale le cicatrici appariranno come sottilissime linee chiare. Sia che le incisioni siano state effettuate nel solco sottomammario che intorno all’areola, saranno poco visibili e rimarranno nascoste indossando la biancheria intima.
In alcuni casi, anche a seconda delle caratteristiche individuali della paziente, il processo di guarigione potrebbe essere più lungo: è essenziale controllare assiduamente le incisioni, proteggerle da agenti chimici, traumi e dalla luce solare diretta.

– per tutta la durata del processo di recupero il chirurgo e l’equipe medica devono essere per voi un punto di riferimento, fornire istruzioni per ottimizzare la guarigione, intervenire tempestivamente su ogni eventuale piccolo problema, per assicurare il miglior risultato possibile e il minor numero di complicazioni.

– negli anni a seguire, le donne che si sono sottoposte alla mastoplastica additiva continuano ad effettuare i normali screening, spesso con maggiore attenzione e assiduità, per il desiderio di controllare l’integrità delle proprie protesi: questo risulta essere un punto a favore nella prevenzione e lotta ai tumori mammari.
Le possibilità di rottura delle protesi o contrattura capsulare sono molto rare nei primi cinque anni dall’impianto, in seguito si attestano su percentuali bassissime: l’ecografia mammaria permette di individuare eventuali problemi, anche nel caso in cui non ci siano sintomi o fastidi. Fortunatamente, grazie alle caratteristiche delle protesi attuali, anche l’eventuale rottura non costituisce un rischio per la salute, ma richiede la sostituzione dell’impianto danneggiato.
Anche se oggi, grazie ai progressi tecnici e alla qualità dei materiali protesici, la possibilità che si verifichino certi eventi avversi è abbastanza remota, è importante in fase di consulto chiarire con il chirurgo ogni vostro dubbio e ottenere tutte le informazioni necessarie per scegliere con consapevolezza, fugando ansie e timori infondati.

 

Cellulite: quando la cavitazione medica rappresenta la scelta più adatta

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Con l’avvicinarsi dell’estate torna la preoccupazione per la nostra forma fisica. La cavitazione medica è una soluzione molto efficace e sicura per rimodellare il corpo, senza dover ricorrere alla liposuzione, ma è giusto ricorrere a questo trattamento quando il problema principale da combattere è la cellulite?

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La cellulite è un vero e proprio “disordine” a carico del tessuto superficiale e dello strato adiposo sottostante, che in condizioni normali funge da riserva energetica per il nostro organismo: seguendo una dieta che rende negativo il bilancio calorico quotidiano, i grassi accumulati dovrebbero essere rapidamente metabolizzati, ma in realtà questo avviene solo a condizione che nell’interno della massa adiposa vi sia una microcircolazione ottimale, e un’adeguata distribuzione delle molecole di grasso.

La cavitazione è un trattamento molto adatto per combattere la cellulite, sia in stadio iniziale, con pelle a buccia di arancia, che in stadio più avanzato, con presenza di micronoduli e di fibrosi. In questi casi, naturalmente, la competenza del personale medico a cui ci si affida è decisiva, sia ai fini del successo del trattamento che per evitare di mettere a rischio la propria salute.

In base alla mia esperienza nel trattamento della cellulite, ho constatato che i tessuti colpiti da questa alterazione possono essere trattati più efficacemente abbinando i vantaggi di due tecnologie, ultrasuoni e radiofrequenza, perché in questo modo all’eliminazione delle cellule adipose si abbina un forte effetto stimolante sul microcircolo, l’ossigenazione e la tonicità dei tessuti.
L’apparecchiatura ad ultrasuoni e radiofrequenza disponibile in studio, MC1 Multipower, ha funzionalità specifiche per il trattamento dei vari stadi di cellulite. Lo speciale manipolo, che durante la seduta alterna automaticamente potenze e frequenze diverse, effettua una sorta di massaggio meccanico sulla massa adiposa, con un duplice risultato: colpire e distruggere gli adipociti tramite l’effetto di cavitazione, riattivare la circolazione sanguigna distrettuale, aumentando l’ossigenazione dei tessuti. Lo smaltimento dei liquidi e delle tossine, principali responsabili della cellulite, attenua l’ edema e migliora visibilmente l’aspetto della cute. Per potenziare ulteriormente gli effetti, in alcuni casi il medico può abbinare alle sedute con il macchinario l’infiltrazione nel tessuto adiposo di appositi farmaci.

I vantaggi della cavitazione abbinata ad ultrasuoni nel trattamento della cellulite possono essere così riassunti:

– non è un sistema invasivo, provoca al massimo una sensazione di intenso calore, limitatamente alla prima fase della seduta in cui si applica una modalità “d’urto”
– riduce la circonferenza e migliora l’aspetto delle zone trattate senza chirurgia, quindi senza bisogno di anestesia e convalescenza
– è sicuro, perché non danneggia i vasi sanguigni, i nervi e il tessuto connettivo circostante, non ha fastidiosi effetti collaterali nè postumi
– è efficace, la riduzione del grasso localizzato e della cellulite in alcuni casi può essere visibile e misurabile già dopo il primo trattamento

I risultati raggiunti dopo un ciclo di sedute di cavitazione e ultrasuoni, che in fase iniziale si effettuano a distanza di una settimana l’una dall’altra, possono essere così sintetizzati:

riduzione della circonferenza dei fianchi, dell’addome, delle cosce e in generale di ogni area trattata, più evidente se il paziente abbina alle sedute una moderata attività fisica e adotta una dieta adeguata, bevendo molta acqua durante il giorno

distensione di cute e tessuti: insieme all’evidente perdita di centimetri, dona un visibile miglioramento dell’aspetto delle aree trattate, pelle più tonica e elastica grazie alla stimolazione del collagene

attenuazione della cute a buccia di arancia, dei noduli e della fibrosi che accompagna la cellulite in fase avanzata, grazie alla rottura dei setti fibrosi e dei noduli formatisi in profondità

minore ritenzione idrica, grazie alla riattivazione del microcircolo e del circolo linfatico.

Il consiglio è effettuare un approfondito consulto preliminare, per stabilire con certezza se la cavitazione può essere risolutiva nel nostro caso specifico, in caso affermativo creare un protocollo personalizzato e pianificare il numero di sedute necessarie, con i relativi costi.
Durante il consulto il medico si accerta che il trattamento sia idoneo e che non esistano controindicazioni specifiche, prendendo in considerazione i fattori più importanti, come lo stato di salute del paziente, l’età e le caratteristiche fisiche, gli eventuali problemi circolatori o ormonali che possono aver giocato un ruolo nella formazione della cellulite, la presenza di particolari condizioni o patologie in atto che potrebbero rendere il trattamento inefficace o dannoso per il paziente.

Mastoplastica additiva: nuovi traguardi di sicurezza e innovazione.

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Lo dicono le statistiche ufficiali: la mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia plastica-estetica più effettuato in Italia. L’evoluzione delle tecniche chirurgiche, costante negli ultimi anni, ha reso questo intervento sempre meno invasivo, con un decorso post operatorio pressoché indolore e un rapido ritorno alle normali attività.
La sicurezza è il requisito fondamentale quando si parla di un intervento chirurgico, a maggior ragione se si tratta di un intervento a fini estetici, come l’aumento del seno, che risponde al desiderio della paziente di migliorare e valorizzare la propria immagine femminile. Per questo nella mia attività professionale prediligo tecniche chirurgiche innovative, ma ampiamente sperimentate, e mi avvalgo esclusivamente di dispositivi medici di qualità indiscussa.

Oggi una mastoplastica additiva ben eseguita ha un impatto molto più lieve sulla paziente, sempre grazie all’enorme bagaglio di esperienza maturato negli anni, con moltissimi interventi effettuati in tutto il mondo. In base all’esperienza e alle competenze del chirurgo i tempi operatori possono essere notevolmente ridotti, rispetto alle medie di dieci anni fa, ciò comporta anche che l’anestesia sia più breve e molto meglio tollerata dalla paziente, che difficilmente lamenta disagio al risveglio.
Per quanto riguarda la tecnica, quella che normalmente preferisco utilizzare è la “dual plane”, che rappresenta l’evoluzione e in un certo modo la “sintesi” delle due tecniche principali, sotto muscolare e sotto ghiandolare. La dual plane, sfruttando i vantaggi di entrambe, ci permette di ottenere un risultato estetico estremamente naturale ed evitare che la protesi sia visibile o palpabile dall’esterno, come in alcuni casi potrebbe avvenire utilizzando la tecnica sotto ghiandolare. Al tempo stesso, la dual plane supera alcuni limiti della tecnica sotto muscolare, assicurando un decorso post operatorio ottimale, più breve e molto meno doloroso.

La scelta della protesi riveste un ruolo fondamentale in questo intervento, non solo ai fini del risultato estetico, ma anche e soprattutto per la sicurezza.
Le protesi mammarie di cui ho scelto di avvalermi sono prodotte in Scozia, nello stabilimento dell’azienda Nagor, presente sul mercato da circa quarant’anni. Le protesi Nagor vantano caratteristiche innovative, come l’estrema morbidezza e coesività (ossia indeformabilità del materiale) unite ad un ottimo profilo di sicurezza, non a caso sono garantite a vita contro ogni possibile evento avverso.

Ancora oggi in chirurgia estetica le protesi mammarie maggiormente utilizzate sono quelle di forma rotonda, più semplici nella gestione, per certi versi, ma che possono rivelarsi inadeguate in alcuni casi specifici, quando la donna desidera una forma del tutto naturale del seno.
Per andare incontro a queste esigenze sempre più frequentemente mi avvalgo di protesi di forma anatomica, che mi permettono raggiungere il risultato di estrema naturalezza che la paziente desidera, e donarle un seno dalla forma più stabile nel lungo termine.

La scelta della protesi deve essere il frutto di un’attenta valutazione dei desideri della donna ma anche delle caratteristiche anatomiche del suo seno e torace, in funzione del miglior risultato che è possibile raggiungere. Ritengo fondamentale che durante le visite pre intervento si instauri un rapporto di fiducia e un buon dialogo con la paziente, per poter chiarire ogni suo dubbio e orientarla verso la scelta ottimale nel suo caso specifico.

Un’ultima rassicurazione da offrire alle donne che sognano di rimodellare il proprio seno o aumentarne il volume è la stabilità del risultato: le attuali tecniche chirurgiche, che uno specialista preparato ed esperto è in grado di sfruttare al meglio, e la qualità dei migliori impianti mammari in commercio, fanno sì che i vantaggi ottenuti con l’intervento rimangano stabili per moltissimo tempo, e che la presenza delle protesi non interferisca con i normali screening diagnostici né con la capacità della donna di allattare al seno.

Lipofilling: una tecnica naturale che dura nel tempo

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Il lipofilling è un intervento di “autotrapianto di tessuto adiposo”, considerato oggi un’ottima risorsa della chirurgia estetica per il ringiovanimento dei tessuti e l’aumento dei volumi del viso e del corpo. Nel corso degli anni le tecniche di prelievo e trattamento delle cellule adipose durante le varie fasi dell’intervento si sono sempre più affinate, con lo scopo di aumentare la percentuale di grasso che attecchisce nell’area in cui è stato trasferito, che determina il risultato estetico a lungo termine.
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Il lipofilling può essere considerato oggi un intervento estremamente sicuro, efficace e duraturo. Grazie all’esperienza maturata nel corso di molti anni, con milioni di lipofilling effettuati in tutto il mondo, è stato in buona parte superato un limite importante di questa interessantissima tecnica. In passato, infatti, non eravamo in grado di prevedere le percentuale di grasso che avrebbe attecchito dopo il trapianto, in molti casi si verificava un cospicuo riassorbimento, che comprometteva entro breve tempo il risultato ottenuto.
Grazie alle attuali strumentazioni chirurgiche specialistiche e all’impiego delle nuove metodiche, particolarmente delicate e conservative, oggi siamo in grado di preservare l’integrità e la vitalità delle cellule adipose in ogni fase della procedura di lipofilling, dal prelievo al reinnesto, in modo tale che un’elevata percentuale di esse sia in grado di attecchire stabilmente nell’area ricevente. Trascorsi i primi sei mesi dopo l’intervento, nei quali è previsto il riassorbimento di una certa quantità di adipe, il risultato estetico ottenuto con il lipofilling si mantiene a lungo, con qualche variazione a seconda della zona interessata. Il parziale riassorbimento va considerato un fatto fisiologico, dal momento che si impiega un materiale del tutto naturale, proveniente dal corpo del paziente stesso, con il vantaggio di escludere ogni possibile reazione di rigetto. Dobbiamo valutare attentamente, caso per caso, un “riempimento” iniziale leggermente superiore alle reali necessità, che offra il miglior risultato estetico finale, in linea con le aspettative del paziente.
Il buon esito di un lipofilling è strettamente legato all’esperienza del chirurgo, alla sua capacità di effettuare una corretta pianificazione dell’intervento e di adottare le migliori tecniche per preservare la vitalità e l’integrità delle cellule durante le fasi di prelievo e reimpianto.

Prima di prendere la decisione di sottoporsi a questo intervento, è fondamentale sottoporsi ad un’accurata visita specialistica, per chiarire ogni minimo dubbio e valutare insieme al chirurgo se ci sono i requisiti e le indicazioni per poter ottenere risultati soddisfacenti. Per l’aumento dei glutei o del seno, ad esempio, è necessario che la paziente disponga di un’abbondante riserva di adipe localizzato che, durante l’intervento, andiamo a ridurre e rimodellare come in una piccola liposuzione, aggiungendo così un ulteriore miglioramento estetico ai benefici del lipofilling.

Liposuzione addome e fianchi: ideale per l’uomo

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Oggi gli interventi estetici di rimodellamento del corpo, finalizzati ad eliminare gli accumuli localizzati di grasso, sono richiesti con molta frequenza anche dai pazienti maschi.
Mentre nella donna l’adipe in eccesso si concentra soprattutto su fianchi, glutei e cosce, nell’uomo è l’ addome l’area più critica: l’odiata “pancetta” spesso non risparmia neppure i soggetti giovani che non presentano particolari problemi di sovrappeso.
Esibire un ventre piatto può diventare un’impresa particolarmente difficile, perché la quantità di adipe che si è depositata a livello addominale tende a resistere a dieta e esercizio fisico, anche a causa di vari fattori ormonali e genetici.

Liposuzione e liposcultura, al contrario di ciò che ancora in molti credono, non sono effettuate per perdere i chili di troppo, anche perché la quantità di grasso che si può rimuovere in una sola volta è limitata. E’ importante raggiungere un peso corporeo il più possibile vicino alla norma prima di sottoporsi ad una liposuzione addominale, nonché mantenere in seguito uno stile di vita corretto, evitando di accumulare peso e compromettere così il risultato ottenuto.

Con l’intervento andiamo a ridurre lo spessore del pannicolo adiposo nell’area dell’addome, impiegando eventualmente speciali microcannule per aspirare il grasso più superficiale, anche nei casi in cui è presente in minima quantità, riportando in evidenza la struttura muscolare sottostante.
Di solito la liposuzione dell’addome maschile offre risultati estetici ottimi e duraturi, con una ridotta invasività e senza lasciare cicatrici visibili, ma non è sufficiente nei casi in cui la prominenza della “pancia” non sia dovuta solo al grasso localizzato, ma anche al cedimento della muscolatura addominale, in questi casi l’intervento indicato è l’addominoplastica, eventualmente abbinata a liposuzione.

Approfondimenti alla pagina: http://www.lachirurgiaplasticaestetica.it/chirurgia-estetica/liposuzione/

Addio per sempre alle borse e alle palpebre cadenti, grazie alla blefaroplastica

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Gli occhi sono un elemento fortemente caratterizzante del volto, la parte più mutevole ed espressiva, che rispecchia ogni nostra emozione e stato d’animo.
La pelle delicata e sottile dell’area perioculare, sollecitata dall’incessante attività dei muscoli mimici del volto, perde tono più precocemente rispetto ad altri distretti del viso, le palpebre tendono a rilassarsi e raggrinzirsi e lo sguardo si fa meno aperto e più “stanco”, facendoci apparire in molti casi più vecchi di quanto lo siamo realmente.
Questo processo naturale, che si può verificare in tempi e modi diversi a seconda delle caratteristiche personali di ognuno di noi, oltre a penalizzare l’aspetto estetico del viso nel suo insieme può causare fastidi e limitazioni, quando l’eccesso di cute nella palpebra superiore è tale da limitare il campo visivo e stancare la vista.

 

In cosa consiste l’intervento di blefaroplastica

L’intervento di blefaroplastica si effettua per eliminare l’eccesso di cute (e talvolta grasso) dalla zona perioculare, ripristinando l’aspetto naturale delle palpebre, senza alterare i lineamenti e l’espressività del viso, in modo da restituire al paziente uno sguardo più vivace e giovanile.
Questo intervento è molto ben tollerato, si può effettuare ad ogni età e la convalescenza solitamente è breve e non fastidiosa; se interessa palpebre inferiori e superiori (blefaroplastica completa) ha una durata variabile da una a due ore circa, si svolge in anestesia locale con sedazione, in modo che il paziente sia sveglio e collaborativo durante l’intervento, senza però avvertire ansia né  dolore.

Il post intervento

Il post intervento è una fase molto importante ai fini della buona riuscita della blefaroplastica, per facilitare la guarigione e evitare complicazioni è utile attenersi ad alcune semplici indicazioni, come dormire con la testa sollevata da più cuscini per qualche giorno, finché la normale reazione di gonfiore e edema si attenua spontaneamente, evitare di esporsi a fonti di calore e alle radiazioni solari, fintanto che i tessuti non hanno recuperato la piena normalità.
Il risultato estetico di una blefaroplastica ben eseguita è già visibile pochi giorni dopo l’intervento, ma si può apprezzare pienamente solo dopo alcuni mesi; i vantaggi ottenuti si mantengono nel tempo, anche se naturalmente non si può arrestare il normale processo di invecchiamento.

Se sei interessato alla blefaroplastica, ai costi dell’intervento e a richiedere una visita preliminare con il dott. Quercioli visita la pagina dedicata.

La mastoplastica additiva

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Aumentare le dimensioni del proprio seno è un desiderio comune a molte donne. Oggi anche in Italia l’intervento di mastoplastica additiva è fra quelli maggiormente praticati dai chirurghi estetici, con risultati sempre più naturali e sicuri. Il Dott. Fabio Quercioli, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica a Firenze, ci aiuta a fare il punto sugli aspetti più importanti che le donne devono conoscere, per fare una scelta veramente consapevole.
"Non di rado le pazienti che entrano nel mio studio hanno già un’idea precisa del seno che desiderano ottenere, che può ispirarsi alla foto di un personaggio famoso, o magari al risultato ottenuto da un’amica a cui vorrebbero somigliare” spiega il Dott. Quercioli “in realtà l’aspetto del décolleté è legato alle caratteristiche fisiche proprie di ogni donna, che vanno assecondate e rispettate, senza inseguire risultati standardizzati”.
Nella scelta delle protesi, perciò, è importante considerare i desideri della paziente, ma anche adattarli alle sue reali caratteristiche e misure corporee, in modo da evitare complicazioni e risultati innaturali: "di solito una donna molto magra non possiede per natura un grosso seno” spiega Quercioli “c’è da considerare il rischio che, oltre ad apparire “innaturale”, un seno di dimensioni eccessive nel tempo possa creare problemi a causa del peso e dell’ingombro, spingendo la paziente a effettuare un secondo intervento con protesi più piccole”.
Oggi esiste la possibilità di testare, mediante appositi reggiseni in cui si inseriscono protesi di prova, quale possa essere l’effetto estetico e la sensazione che si avrà dopo l’operazione.
Saper interpretare e rispettare le aspettative della paziente è importante, ma il compito di un bravo chirurgo plastico è anche farle capire l’importanza dell’equilibrio e dell’armonia: il corpo cambia nel tempo, un seno prorompente desiderato da giovanissime potrebbe diventare un problema dopo i 40 anni” conclude il Dott. Quercioli.
La scelta del tipo di protesi è determinante non solo per il risultato estetico, ma anche e soprattutto per la sicurezza della donna, dal momento che l’impianto farà parte del suo corpo per il resto della vita dopo l’intervento. "Oggi in commercio è disponibile un’ampia offerta di impianti mammari, le pazienti devono essere informate sulla scelta del chirurgo a cui decidono di affidarsi” precisa Quercioli “le migliori protesi offrono performance impensabili fino a pochi anni fa, cicatrici ridotte per il loro inserimento, intervento più rapido, minor disagio post operatorio, consistenza ottimale,  ma soprattutto la garanzia a vita contro ogni eventuale evento avverso, che conferma la serietà del produttore”.

Liposuzione addome: il post operatorio e i tempi di recupero

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Liposuzione dell’addome, che tempi di recupero richiede?

Gli accumuli adiposi nella regione addominale sono piuttosto comuni, e purtroppo in molti casi difficili da debellare, nonostante la dieta e l’esercizio fisico. Per recuperare un addome piatto in alcuni casi può essere sufficiente una liposuzione localizzata, che è possibile effettuare anche in anestesia locale.
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Quando siamo di fronte a inestetismi dell’addome particolarmente gravi, ad esempio dopo gravidanze multiple o ingenti perdite di peso, che hanno lasciato una quantità di tessuto rilassato in eccesso, è necessario quasi sempre effettuare l’addominoplastica, un intervento che prevede, oltre che l’aspirazione del grasso in eccesso, il riposizionamento dei tessuti cutanei e in alcuni casi il rafforzamento della muscolatura addominale.

Se invece il problema della “pancia” si limita ad un eccessivo accumulo di grasso, mentre il tessuto cutaneo è sufficientemente compatto e elastico, la liposuzione può essere risolutiva.

Una liposuzione circoscritta all’area addominale è un intervento di minore entità rispetto a un’addominoplastica completa,  e la convalescenza è più breve e meno impegnativa per il paziente, che solitamente è in grado di riprendere le normali attività dopo una settimana circa.
Rispetto all’addominoplastica, inoltre, la liposuzione dell’addome non comporta cicatrici visibili, perché il grasso viene aspirato con sottilissime cannule.

L’aspirazione del tessuto adiposo richiede di solito una semplice anestesia locale con sedazione, e alcuni giorni di riposo dopo l’intervento, per dar modo ai tessuti di normalizzarsi. E’ molto importante che nel post operatorio il paziente segua attentamente le indicazioni del medico, evitando sforzi eccessivi e indossando sempre l’apposita guaina compressiva, che favorisce il drenaggio dei liquidi e il recupero della tonicità.

Per maggiori informazioni consulta la pagina http://www.lachirurgiaplasticaestetica.it/chirurgia-estetica/liposuzione/, o chiedi una consulenza personalizzata al Dott. Quercioli.