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Aumento del seno – cosa succede dopo?

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Il periodo di recupero dopo la mastoplastica additiva è una tappa importante nel percorso che una donna affronta per conquistare la silhouette tanto desiderata. Per ottenere il miglior risultato è importante durante la convalescenza seguire attentamente le istruzioni del chirurgo e sottoporsi ai controlli necessari.

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E’ arrivato il giorno in cui l’intervento, finalmente, è stato effettuato: tutto è andato per il meglio, anche grazie al rapporto di fiducia creato con il chirurgo, che ha permesso di pianificare al meglio ogni dettaglio. Che altro rimane da fare per allontanare ogni possibile complicanza e far sì che l’importante traguardo raggiunto si riveli soddisfacente sotto ogni aspetto?

Il momento del recupero post operatorio è estremamente importante, sia per la salute che per il conseguimento di un risultato estetico ottimale. Nel caso della mastoplastica additiva, la fase più importante di questo processo si completa in genere entro poche settimane, attraversando fasi successive, di cui è molto importante che siate informate e consapevoli:

– 24 ore dopo l’intervento è possibile avvertire disagio e qualche postumo dell’anestesia: è bene non aver fretta e osservare un giusto riposo, con un familiare o un amico vicino, per evitare di dover provvedere da sole a tutte le necessità, compresa l’assunzione dei farmaci eventualmente prescrittti.

– per uno/tre giorni potrebbe essere indicato continuare l’assunzione di farmaci antidolorifici, in questa fase infatti i seni sono gonfi e possono presentare lividi, è normale avvertire stanchezza generale e tensione nell’area operata.

– in seconda giornata si effettua il primo controllo dal chirurgo che vi ha operato, con rimozione degli eventuali drenaggi, che avviene in modo rapido e indolore

– una settimana circa dopo l’intervento si effettua un secondo controllo, per rimuovere i punti e controllare se la guarigione procede in modo corretto. E’ possibile in questo caso tornare al lavoro, indossando sempre un reggiseno contenitivo per non sottoporre l’area operata al peso e alla trazione. In caso si svolga un lavoro più attivo fisicamente, che comporta anche sollevare pesi, è consigliabile attendere un po’ più a lungo, le restrizioni riguardano anche sport come la corsa, da evitare almeno per un mese.

– a circa due settimane dall’intervento gonfiore e disagio sono quasi del tutto spariti, ma è normale che il seno resti un poco più gonfio e teso, questa situazione perdura anche per cinque/sei mesi, dopodiché il seno raggiunge la sua forma e dimensione definitiva, mostrandosi più morbido e naturale.

– nel corso di un intero anno dopo l’intervento continuerà il processo di guarigione, al termine del quale le cicatrici appariranno come sottilissime linee chiare. Sia che le incisioni siano state effettuate nel solco sottomammario che intorno all’areola, saranno poco visibili e rimarranno nascoste indossando la biancheria intima.
In alcuni casi, anche a seconda delle caratteristiche individuali della paziente, il processo di guarigione potrebbe essere più lungo: è essenziale controllare assiduamente le incisioni, proteggerle da agenti chimici, traumi e dalla luce solare diretta.

– per tutta la durata del processo di recupero il chirurgo e l’equipe medica devono essere per voi un punto di riferimento, fornire istruzioni per ottimizzare la guarigione, intervenire tempestivamente su ogni eventuale piccolo problema, per assicurare il miglior risultato possibile e il minor numero di complicazioni.

– negli anni a seguire, le donne che si sono sottoposte alla mastoplastica additiva continuano ad effettuare i normali screening, spesso con maggiore attenzione e assiduità, per il desiderio di controllare l’integrità delle proprie protesi: questo risulta essere un punto a favore nella prevenzione e lotta ai tumori mammari.
Le possibilità di rottura delle protesi o contrattura capsulare sono molto rare nei primi cinque anni dall’impianto, in seguito si attestano su percentuali bassissime: l’ecografia mammaria permette di individuare eventuali problemi, anche nel caso in cui non ci siano sintomi o fastidi. Fortunatamente, grazie alle caratteristiche delle protesi attuali, anche l’eventuale rottura non costituisce un rischio per la salute, ma richiede la sostituzione dell’impianto danneggiato.
Anche se oggi, grazie ai progressi tecnici e alla qualità dei materiali protesici, la possibilità che si verifichino certi eventi avversi è abbastanza remota, è importante in fase di consulto chiarire con il chirurgo ogni vostro dubbio e ottenere tutte le informazioni necessarie per scegliere con consapevolezza, fugando ansie e timori infondati.